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Greta Thunberg: Ragazzi, per il clima non c'Ŕ pi¨ tempo

Luca Fraioli, Giacomo Talignani, La Stampa

Redazione InPi¨ 15/03/2019

Greta Thunberg: Ragazzi, per il clima non c'Ŕ pi¨ tempo Greta Thunberg: Ragazzi, per il clima non c'Ŕ pi¨ tempo «Non mi fermerò. Non fino a quando le emissioni di gas serra non saranno scese sotto il livello di allarme». Se un giorno vinceremo la battaglia contro i cambiamenti climatici, non potremo non ringraziare questa testarda ragazzina svedese che con il suo berretto di lana e le sue trecce è riuscita laddove migliaia di scienziati e di attivisti avevano fallito, nonostante i loro grafici, nonostante i loro slogan: metterci di fronte alla gravità di una crisi senza precedenti, di fronte all’urgenza di agire per fermare il riscaldamento globale». Greta Thunberg 16 anni compiuti il tre gennaio, lo scorso agosto ha deciso di scuotere i “grandi”: ogni venerdì mattina, invece di andare a scuola, si è piazzata davanti al Parlamento svedese con un cartello “Sciopero scolastico per il clima”. Intervistata da Luca Fraioli, Giacomo Talignani per La Stampa di giovedì 14 marzo, alla vigilia della manifestazione che ha visto i giovani di 1.325 città in 98 Paesi disertare le aule per dire agli adulti: fate qualcosa per fermare la febbre della Terra, Greta spiega la sua avventura. Greta, hai un messaggio per le ragazze e i ragazzi che in tutto il mondo domani faranno lo “sciopero per il clima” seguendo il tuo esempio? «Che è fantastico. Ci stiamo mobilitando tutti insieme per il nostro futuro: se ci saranno abbastanza bambini e ragazzi che lo faranno abbastanza a lungo potremo davvero assistere a cambiamenti reali. Per questo  dico a tutti i giovani: partecipate. Ditelo ai vostri amici e per favore non arrendetevi, mai e poi mai. Non è mai troppo tardi per fare tutto il possibile». 
 
E cosa diresti a quegli studenti che non hanno ancora deciso se scendere in piazza? «Li inviterei a studiare la crisi climatica che stiamo attraversando. Direi loro di studiare il problema, o almeno di ascoltare gli scienziati. Perché sarà una battaglia che rischia di stravolgere la nostra vita intera. Ma anche quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti».  Gli adulti sono quelli che potrebbero cambiare le cose oggi, perché votano alle elezioni o perché, almeno alcuni di loro, hanno responsabilità politiche. Dunque, domani scendete in piazza per mandare un messaggio ai vostri genitori? «È proprio così. Ma penso anche che sia necessario mandare un messaggio preciso a tutte le persone che abitano la Terra: siamo nel pieno di una crisi. Ed è la più urgente e grave che il genere umano abbia mai dovuto affrontare.  Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti e la maggior parte della popolazione mondiale non ha idea delle possibili conseguenze della nostra incapacità di agire».  Credi che cambierà qualcosa nelle azioni dei governi dopo la marcia dei ragazzi di domani?  «Non lo so. Ma quello che penso io non è importante. Quello che conta è che noi tutti si provi a fare tutto il possibile, per tutto il tempo necessario».  
 
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