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Moratti, il governo disorienta le imprese così è difficile investire

Luca Pagni, la Repubblica, 23 novembre

Redazione InPiù 23/11/2018

Moratti, il governo disorienta le imprese così è difficile investire Moratti, il governo disorienta le imprese così è difficile investire Pur con il suo “tratto”, con quel suo modo di dire le cose - anche le più severe - non come fossero critiche ma un appello al buon senso, anche Massimo Moratti, intervistato da Luca Pagni su Repubblica, non nasconde le sue preoccupazioni. «Tutto dipenderà dai prossimi giorni, da come il governo reagirà alla lettera della Ue». Lo ha sottolineato parlando con Repubblica a margine di un incontro organizzato a Cagliari sul valore economico di Saras per la Sardegna, l’attività di famiglia nella raffinazione che in questi anni difficili è andata controcorrente (fatturato in crescita del 48 per cento dal 2009). Saras continuerà a investire in Sardegna, anche se il clima di queste settimane non aiuta per niente. Presidente Moratti, nel suo discorso lei ha parlato di un momento difficile nel rapporto tra il mondo delle imprese e la politica. Forse il più difficile di sempre? «Difficile perché non si riesce a capire dove finiremo. Mi riferisco al progetto economico per il Paese. Se io voglio o devo fare investimenti per la mia impresa, come posso comportarmi in questo momento? Un imprenditore decide in base alle sicurezze che ha, alla fiducia che ha nei confronti della politica. E questo crea molte difficoltà: non tante per le scelte che devi fare oggi, ma per il futuro». Lei ha aggiunto una frase che potrebbe apparire anche più severa: nemmeno al governo sanno cosa sarà del Paese. Cosa intendeva? «Siamo di fronte un modo nuovo di governare. È questo da capire: fino a che punto ci siamo adeguati a questo nuovo modo di intendere la politica. Dove si fanno scommesse più azzardate di quanto si facesse in passato. È chiaro che questo ci mette nella situazione di avere meno certezze, ma forse bisognerà cominciare a farci i conti». Immaginiamo si riferisca alle incertezza nei confronti dell’Europa. E se, per esempio, si vuole o meno restare nell’euro. È così? «Certo, questo è un passaggio fondamentale. Perché capire se si vuole far parte dell’Europa è importante e restare nell’euro lo è ancora di più. Tutto questo crea incertezze, soprattutto quando prima si dice una cosa e poi la si smentisce. Ma quanto sta accadendo fa pensare che prima o poi potrebbe accadere. Un dubbio che rimane e che, ripeto, crea un clima in cui è difficile lavorare per chi ha una impresa o deve fare investimenti».
 
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