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Schuster: “In Germania meglio non portare la kippah”

Tonia Mastrobuoni, Repubblica, 4 maggio

Redazione InPiù 04/05/2018

Josef Schuster Josef Schuster In Germania è diventato di nuovo «sconsigliabile farsi riconoscere come ebreo», ad esempio indossando la kippah. Lo afferma Josef Schuster, presidente della Comunità ebraica tedesca, intervistato su Repubblica da Tonia Mastrobuoni. Dopo un’aggressione a Berlino lei ha sconsigliato agli ebrei tedeschi di indossare la kippah. È diventato di nuovo così pericoloso essere ebrei in Germania? «Pensavo soprattutto ai bambini e agli adolescenti che girano soli nelle grandi città. È sconsigliabile che si facciano riconoscere come ebrei. In generale penso che una certa cautela non sia sbagliata, anche se non mi spingerei sino a dire che sia pericoloso vivere in Germania come ebrei». Quanto sono antisemiti i tedeschi? E quanto è grave l’odio che viene invece dai musulmani che vivono in Germania? «Registriamo entrambi i fenomeni. Molti pregiudizi antisemiti sono stati trasmessi attraverso i secoli. Nelle famiglie tedesche, da una generazione all’altra. A ciò si aggiunge l’odio verso Israele e l’antisemitismo da parte di una parte dei musulmani che vive in Germania. Sono cresciuti con quest’odio». Questo antisemitismo quanto ha a che fare con il conflitto israelo-palestinese, e quanto quel conflitto può diventare un pretesto? «In Siria o in Iraq l’antisemitismo è quasi ragion di Stato. Lì i cittadini vengono indottrinati non soltanto ad avere un atteggiamento ostile verso Israele, ma verso gli ebrei in generale. E se in Germania un palestinese aggredisce una sinagoga, non si tratta di un’azione politica contro la situazione in Medio Oriente: è puro antisemitismo».
 
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