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Khodorkovskij: Putin controlla e media tra crimine e apparati

Enrico Franceschini, la Repubblica, 21 marzo

Redazione InPiù 23/03/2018

Khodorkovskij: Putin controlla e media tra crimine e apparati Khodorkovskij: Putin controlla e media tra crimine e apparati Era il tredicesimo uomo più ricco del mondo con 9 miliardi di dollari di patrimonio. Secondo una stima gliene rimangono 500 milioni: abbastanza per finanziare la sua fondazione Open Russia per la promozione della democrazia. Mikhail Khodorkovskij, intervistato da Enrico Franceschini per la Repubblica del 21 marzo, ex-nemico numero uno di Putin e suo più noto avversario in esilio, è ingrassato rispetto ai dieci anni di carcere duro in Siberia e secondo lui la corte di Putin controlla la Russia e media tra crimine e apparati Perché Putin ha ottenuto più voti che nel 2012? «Una massiccia mobilitazione del cosiddetto elettorato dipendente dal Cremlino: militari, poliziotti, statali, che rischiano di perdere il posto se le elezioni non vanno come vuole il potere. Poi un discreto numero di brogli. Infine non ha giovato l’appello all’astensione del suo oppositore Navalnij». L’avvelenamento dell’ex-spia Skripal ha influito sul voto? «Di per sé, non credo: in Russia pochi sanno chi sia. Può avere influito la reazione della Gran Bretagna, alimentando il nazionalismo e spingendo più gente a votare per Putin». È stato Putin a dare l’ordine di ucciderlo, come accusa il ministro degli Esteri Boris Johnson? «Si possono fare varie ipotesi. Putin chiama al Cremlino il capo dei servizi segreti e gli dice: uccidete Skripal. Non penso sia andata così. Oppure: il capo dei servizi segreti decide di uccidere Skripal senza dirlo a Putin, ritenendo che il presidente ha altro a cui pensare. Forse, ma ne dubito. L’ipotesi più probabile è una via di mezzo. E non è detto che ci sia bisogno di un ordine esplicito: vai e agisci secondo copione, è sufficiente». Ma il mandante è il governo russo o no? «Il governo non c’entra niente con queste cose: la sua unica colpa è prendere bustarelle. La responsabilità ultima è di Putin e della sua corte: un circolo di un centinaio di persone, più altre 2 mila al loro servizio. È con questa organizzazione criminale che bisogna fare i conti. Ho passato dieci anni in prigione per averne denunciato i loschi traffici».
 
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