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Settis, “i Dem e il Movimento convergano”

Giuseppe Salvaggiulo, La Stampa, 15 marzo

Redazione InPiù 16/03/2018

 Settis, “i Dem e il Movimento convergano” Settis, “i Dem e il Movimento convergano” Salvatore Settis, già presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e direttore della Normale di Pisa, intellettuale tra i più ascoltati sia tra gli elettori di sinistra che tra quelli grillini, intervistato da Giuseppe Salvaggiulo, su La Stampa, offre una chiave di lettura del risultato elettorale e si schiera a favore di una convergenza di governo tra Pd e M5S. Professore, che lettura dà del risultato elettorale? «Due cose mi paiono chiare: la forte discontinuità con gli assetti tradizionali, che denuncia la crisi di una classe dirigente che tende a rifugiarsi nel privilegio di casta anziché a fare da motore al Paese; e una mappa del voto che allontana il Sud dal Nord, confermando che il Mezzogiorno è stato marginalizzato dall’agenda di governo, e deve tornare al suo centro». La somma dei voti di Lega, M5S e Fratelli d’Italia supera abbondantemente il 50 per cento: siamo diventati anti-europei? «A me pare che gli italiani non dicano “no” all’Europa, ma siano molto insoddisfatti di come l’Unione sta gestendo se stessa, e in particolare le questioni del debito pubblico e della spesa sociale. A questi interrogativi non si risponde con slogan generici tipo “più Europa” o “meno Europa”, ma chiedendosi quale è l’Europa che vorremmo. Passata la febbre delle elezioni, è sul merito di questa domanda che si giocherà la capacità progettuale dei partiti». Come mai la sinistra non ha raccolto questo disagio? «Lacerata da contrasti interni, la “sinistra” ha passato questi anni a guardarsi l’ombelico perdendo il contatto con il Paese. Anziché ricostruire la forma-partito come luogo di discussione e di elaborazione di progetti, si è chiusa in scontri di potere, in cui la competenza specifica (sulla Costituzione, sulla scuola, sull’ambiente, sul lavoro) era meno importante di una vuota retorica delle riforme. Questa “sinistra” ha ignorato le tensioni e le sofferenze del Paese, cercando di tenerle a bada con slogan e successi effimeri. Non ci è riuscita».
 
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