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Limonov, “voi europei ossessionati da Putin”

Francesco Battistini, Corriere della Sera, 16 marzo

Redazione InPiù 16/03/2018

Limonov, “voi europei ossessionati da Putin” Limonov, “voi europei ossessionati da Putin” Non stringe la mano sull’uscio: «Porta sfortuna». Ha un anello col volto di Mussolini: «Ma lo porto solo in casa». E sulla spia avvelenata a Londra, ha una certezza: «Ma quali russi! Si ricorda il Dottor No di James Bond? È stato un diabolico Dottor No a fare il lavoro. Questo Skripal non contava niente, era in pensione da 14 anni, insegnava storia dell’intelligence ai ragazzini delle scuole russe. Putin è molto intelligente, che interesse aveva a farlo fuori? Può crederci solo quella vecchia scopa di Theresa May, quest’inglese volgare che si crede Churchill, batte in arroganza Trump e dimentica cosa fecero i sovietici per aiutare i suoi padri!». Quinto piano, interno 110. In un modesto bilocale verso piazza Majakovskij, due guardaspalle armati e due porte blindate, alle spalle mille esistenze di scrittore e politico, bolscevico e nazionalista, playboy e gay, combattente nei Balcani e punk newyorkese, Eduard Limonov, intervistato da Francesco Battistini sul Corriere della Sera, parla di vite che non sono le sue: «Questi avvelenamenti sono una commedia. Una guerra di parole». Lei che ne sa? «Il mondo delle spie l’ho conosciuto in prigione. In cortile c’era un ufficio del Fsb, l’ex Kgb, e quando sono uscito e mi seguivano 12 agenti, li conoscevo tutti. Li ho ancora dietro, anche se vado al ristorante. Ho 75 anni: perché non mi lasciano in pace?». La seguiranno anche domenica al voto? «Non voto. Sono elezioni farsa da molto tempo. Nel 2007 le hanno vietate al mio partito, ho avuto tre denunce che mi fa schifo anche ricordare. Nel ’92, io già dicevo che bisognava combattere per la Crimea e per il Donbass. Putin m’ha rubato le idee, s’è impossessato dei risultati, ha fissato il voto nell’anniversario dell’annessione della Crimea e nemmeno mi dice grazie: dobbiamo rassegnarci, ci danno un menù scritto da loro, e lui cucina tutti i piatti».
 
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