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Galli: Allarme fascismo è solo tema per campagna elettorale

Pietro Senaldi, Libero, 11 dicembre

Redazione InPiù 15/12/2017

Galli: Allarme fascismo è solo tema per campagna elettorale Galli: Allarme fascismo è solo tema per campagna elettorale  «L’allarme fascismo in Italia è una semplificazione. È un argomento facile, da campagna elettorale, che permette di non affrontare la realtà. Ma oggi sono totalmente assenti le condizioni che negli anni Venti e Trenta resero possibile l’avvento di Mussolini e Hitler». Lo afferma il politologo Giorgio Galli, il cui più recente saggio, “Oltre l’antifascismo”, pare una profezia, intervistato da Pietro Senaldi per Libero dell’11 dicembre. Professor Galli, l’ex segretario del Pd, Veltroni, ha dichiarato ripetutamente di essere preoccupato perché ritiene che in Europa sia tornato un clima simile a quello che favorì il nascere delle dittature tra le due guerre... «Io invece potrei pensarla come Benedetto Croce, che definì il nazifascismo “una lunga parentesi”. Oggi i libri su Hitler e Mussolini hanno successo ma è folklore. Negli anni Trenta si pensava che la soluzione autoritaria potesse essere una risposta agli errori del comunismo e del capitalismo, poi però le conseguenze sono state drammatiche e tutto l’Occidente ha maturato una diffidenza verso questa via che è ancora fortissima. Soprattutto in Italia, che è stata teatro di una guerra civile sanguinaria». Come si spiega allora che la sinistra italiana continui a battere su questo chiodo? «Nel mio libro “Oltre l’antifascismo” (Biblon Editore) lo spiego chiaramente: il pensiero della sinistra poggiava su una rilettura semplificata del pensiero marxista; crollato questo, insieme al Muro di Berlino, non è più riuscita a elaborare un pensiero sociale forte intorno al quale compattarsi». Ha provato a sostituire il marxismo con l’antiberlusconismo? «In un certo senso. E ora che Berlusconi è più debole e parte del Pd progetta di governare con lui, sostituisce l’antiberlusconismo con il ripescaggio dell’antifascismo, il quale in un certo senso legittima, condannando la destra estrema, quella berlusconiana. Però è una piattaforma politica debole, uno dei tanti indicatori che il sistema è in difficoltà». L’allarme populismo rientra in questo scenario? «Il populismo è ritenuto di destra perché ha elementi presi dal fascismo. La sinistra lo utilizza con una connotazione negativa per lanciare l’allarme di derive autoritarie ma in realtà il populismo non ha colore: è solo la speranza delle persone, che ormai hanno ben capito che gli anni delle vacche grasse non torneranno, di non peggiorare le proprie condizioni di vita. Tant’è che oggi esiste anche un populismo di sinistra, come i Cinquestelle o Mélenchon».
 
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