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Martina: «Per l'agroalimentare italiano un passaggio storico»

Rosaria Amato, Repubblica, 21 luglio

Redazione InPiù 21/07/2017

Maurizio Martina Maurizio Martina L’Italia accelera sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari: l’indicazione del Paese diventa obbligatoria anche per la pasta e per il riso, dopo le norme analoghe in materia di latte e formaggi. A Rosaria Amato di Repubblica, che l’ha intervistato, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha detto che si tratta di un «passaggio storico». Perché è così importante e perché non si poteva aspettare la normativa europea? «Abbiamo scelto di garantire la massima trasparenza ai cittadini, che adesso potranno leggere nell’etichetta il luogo di coltivazione e il luogo di lavorazione, informazioni fondamentali per i consumatori. Tuteliamo anche i nostri produttori. E infatti non è un caso che dopo l'accordo del 2011 la Ue non abbia reso operative quelle scelte di piena trasparenza. Noi invece non volevamo più aspettare». Mancano le indicazioni sui sistemi di coltivazione e di lavorazione. «Queste indicazioni sono quelle che ci chiedeva la stragrande maggioranza dei consumatori e dei produttori. Così si irrobustisce la unicità delle produzioni italiane, e questo è una delle leve fondamentali della competitività del nostro agroalimentare». Molte organizzazioni vi chiedono di avere un atteggiamento altrettanto fermo con il Ceta, il trattato di libero scambio con il Canada. E' stato fatto tutto il possibile per tutelare le produzioni italiane? «Il Ceta segna un passo in avanti fondamentale. Penso che con il lavoro che si è fatto si possa costruire un rafforzamento della protezione della produzione agroalimentare italiana nel mercato canadese. Per la prima volta in assoluto c’è il riconoscimento delle Igt in alternativa ai marchi, un precedente importantissimo».
 
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