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Monti: «Macron non ci aiuterà sul deficit»

Fabio Martini, La Stampa, 12 maggio

Redazione InPiù 12/05/2017

Mario Monti Mario Monti «L’Italia non potrà contare sull’appoggio francese per una diversa politica economica europea». Lo sostiene Mario Monti, che in un’intervista a Fabio Martini per La Stampa offre una lettura fuori dal coro sugli effetti che il nuovo presidente francese potrebbe deternmiare sulla politica europea. «In questi anni – spiega - una delle ragioni per cui la Germania è stata così contraria ad aperture significative sul Patto di Stabilità, derivava dalla delusione e dalla preoccupazione per il suo principale partner, la Francia, che nulla andava facendo sul piano delle riforme strutturali e della riduzione del disavanzo pubblico. Su questi due aspetti la Francia è il Paese che sta peggio. Io credo che la Francia di Macron, volendo riconquistare un ruolo in Europa, sentirà anzitutto il bisogno di mettersi un po’ più in regola e quindi non darei per scontato che altri Paesi possano contare subito sull’appoggio francese». Dunque sbaglia chi scommette su un asse della crescita? «A me pare che questa sia una buona occasione per chiarirci le idee su cosa sia veramente utile per l’Italia. Nella cultura politica italiana persiste l’idea che la maggior crescita non c’è perché non ci è consentito avere un maggior disavanzo pubblico. Ma se davvero il disavanzo favorisse di per sé la crescita, allora sommando i disavanzi cumulati dovremmo essere il Paese più sviluppato d’Europa». Quali suggerimenti politici arrivano dalla vittoria di Macron? «Macron ha condotto una campagna elettorale a viso aperto, senza cercare “responsabili” al di fuori della Francia o nell’Europa. E questa posizione ha avuto ragione non solo rispetto al modello nazionalista della Le Pen e a quello bolivarista alla Melenchon, ma anche rispetto alla sinistra e alla destra moderate. Questo significa che chi si presentasse facendo un discorso chiaro sull’Europa potrebbe benissimo vincere».
 
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