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La strage dei migranti sfruttati dai caporali

Ancora troppi irregolari sfruttati nei nostri campi e cantieri

Paolo Mazzanti 04/06/2026

La strage dei migranti sfruttati dai caporali La strage dei migranti sfruttati dai caporali Pare che un esercito di 11-12 mila lavoratori agricoli irregolari girino per il Sud per raccogliere meloni, fragole e pomodori. Sono indiani, pachistani e africani. Sono quasi tutti preda dei caporali (spesso immigrati anche loro) che li “intermediano” e li taglieggiano pretendendo il pizzo sui loro magri compensi, anche quando risultano ingaggiati regolarmente, almeno dal punto di vista formale. E se loro si rifiutano di pagare possono finire molto male, come i quattro bruciati in auto ad Amendolara, nel Cosentino, tragedia che ha sconvolto l’Italia.
Ma all’appello mancano almeno due protagonisti: gli imprenditori, con le loro associazioni, e gli enti pubblici, governo, regioni e comuni. Le leggi contro il caporalato ci sono. Quel che manca sembrano essere le ispezioni, i controlli e le regolarizzazioni degli immigrati che pure sono richiesti dalle aziende. Secondo la Cgil, l’anno scorso solo il 17% degli immigrati richiesti sono stati regolarizzati e nel 2024 addirittura solo il 7%. Ed e’ chiaro che la maggior debolezza dei migranti che lavorano nei nostri campi e’ il loro status di irregolari, che da Cosenza a Milano (vedi il caso del cantiere del nuovo consolato Usa affidato a un’impresa turca) vengono sfruttati, ricattati, minacciati e, se non si piegano, uccisi.
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