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Le polemiche sul Piano Casa

Le opposizioni che vararono il Superbonus dovrebbero sostenerlo

Alberto Heimler 15/05/2026

Le polemiche sul Piano Casa Le polemiche sul Piano Casa Il piano casa del Governo è rivolto soprattutto ai giovani e ai meno abbienti (recupero delle case popolari e realizzazione di abitazioni da vendere o affittare a prezzi calmierati). Nelle previsioni del governo dovrebbe condurre alla realizzazione di 100mila nuovi alloggi nei prossimi 10 anni. Il settore incentivato è quello delle costruzioni che ha la caratteristica di generare un indotto in gran parte nazionale, ma i beneficiati sarebbero gruppi meritevoli di tutela. Infatti la spesa aggiuntiva promuove soprattutto domanda interna e relativamente poco si traduce in importazioni intermedie. Dal punto di vista macroeconomico la misura è analoga al Bonus e al Superbonus, ma con alcune differenze fondamentali: 1) il Piano Casa persegue obiettivi sociali e non è un regalo ai possessori di case sia pure in presenza di alcuni effetti di interesse generale (miglioramenti ambientali e antisismici); 2) la spesa viene allocata seguendo il Codice degli Appalti, non erogata direttamente ai privati, con le conseguenti distorsioni che fecero lievitare a dismisura i costi di costruzione; 3) incide sul debito pubblico in maniera controllata ed entro limiti prefissati. 
 
Per tutte queste ragioni il Piano Casa dovrebbe essere una misura approvata, anche se non in ogni dettaglio, da tutte le forze politiche, soprattutto da quelle che furono favorevoli al Bonus e al Superbonus.   E invece piovono critiche. La cosa più incredibile è che secondo le opposizioni il Piano Casa sarebbe “troppo favorevole ai costruttori e ai privati rispetto all’edilizia pubblica”, dimenticandosi dell’appoggio dato all’epoca alle misure prese dal Governo Conte. La nostra sembra ormai un’opposizione pregiudiziale, pronta a contestare qualsiasi misura del governo anche a costo di apparire incoerente, se si considera il sostegno dato appunto in passato a misure molto più costose, meno controllabili ed economicamente in gran parte regressive
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