Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Il ministro e Bologna la rossa

La città devastata dopo la partita di basket

Piero Ignazi 26/11/2025

Il ministro e Bologna la rossa Il ministro e Bologna la rossa Un ministro dell’ Interno dovrebbe essere un po’ preside, un po’ vigile e  un po’ pompiere.
Deve far sì che i cittadini siano invitati, con fermezza e con persuasione, a seguire le leggi, che siano ben informati sul confine tra comportamenti leciti e illeciti, con le conseguenze del caso quando si infrangono le leggi, e soprattutto che sappia spegnere ogni possibile focolaio  di confitti prima che si espanda e danneggi la vita normale e la convivenza civile. 
La gestione dell’ordine pubblico da parte del ministro Matteo Piantedosi in occasione della partita di pallacanestro tra la Virtus Bologna e il Maccabi di TelAviv il 21 novembre ha contravvenuto a questa specie di Bignami del Viminale.  Ha deciso di imporsi di autorità  ad una saggia decisione già presa del Comitato dell’ordine pubblico di Bologna, imponendo che la partita si svolgesse nel centro della città nonostante i prevedibilissimi rischi di scontri con dei manifestanti.  Sindaco, Questore, Prefetto, comandanti dei Carabinieri e della Finanza nonché le due squadre bolognesi di basket (per il blasone delle sue squadre Bologna è chiamata Basket-city) avevano tutti firmato un verbale in cui proponevano soluzioni alternative, in accordo con l’EuroLega: spostare l'incontro di qualche giorno e giocarlo nell’arena appena fuori città, spesso adattata a campo di pallacanestro  . 
 
Invece Piantedosi ha ribaltato il tavolo e ordinato che la partita si svolgesse comunque nel palazzetto costruito negli anni cinquanta entro le mura cittadine.   Perché tale decisione? C’è solo una spiegazione: voleva far sì che alcune decine di casseurs, presenza costante in ogni manifestazione, si scatenassero in pieno centro creando disagi di ogni tipo.  Nonostante la città sia stata blindata dalle forze dell’ordine ( impedendo persino a molte persone di rientrare a casa fin dopo mezzanotte), le frange violente della manifestazione hanno potuto sfasciare indisturbati parte delle aree centrali ( non ci sono quasi state cariche, né manganellate…) lasciando una città mezza devastata . Una scelta squisitamente politica quella del ministro: infangare “Bologna la rossa” e il suo sindaco battagliero.  Evidentemente la città felsinea rappresenta ancora la quintessenza dell’opposizione al governo:  e quel drappo rosso che continua a sventolare infastidisce terribilmente la destra .
Altre sull'argomento
Caso Almasri, negata l'autorizzazione a procedere
Caso Almasri, negata l'autorizzazione a procedere
Per Nordio, Piantedosi e Mantovano. Resta in piedi l'inchiesta sulla ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.