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Tiriamo a sorte i membri del Garante

Le polemiche sull'imparzialità dell'Autorità della Privacy

Riccardo Illy 25/11/2025

Tiriamo a sorte i membri del Garante Tiriamo a sorte i membri del Garante La recente vicenda, sollevata da una puntata di Report, del Garante della Privacy che avrebbe proposto una violazione interna delle norme che è tenuto a far rispettare ha suscitato qualche dubbio sulle modalità di elezione dei componenti del suo collegio. Ai quali i dipendenti dell’autorità hanno chiesto di fare un passo indietro; il collegio, da parte sua, ha affermato che la scelta sulle modalità dell’indagine interna volta a individuare la “talpa” che aveva fornito le informazioni a Report l’aveva fatta il segretario generale dell’ente, che avrebbe autonomamente avanzato la richiesta illecita al direttore dei sistemi informativi. In seguito alle polemiche il segretario si è dimesso; la vicenda potrebbe chiudersi qui o avere ulteriori strascichi, coinvolgendo anche il collegio. La cui nomina dipende dagli indirizzi generali di un regolamento europeo (cosiddetto GDPR) che lasciano ampia discrezione alle legislazioni nazionali.
 
L’Italia ha scelto con propria norma di votare, con voto limitato, due membri alla Camera dei Deputati e altri due in Senato. In pratica, vengono eletti due membri del collegio da parte dei due partiti maggiori di maggioranza e due dai partiti maggiori di opposizione; quelli in carica furono eletti (per sette anni) nel 2020 da M5S, Lega, PD e FdI. Sulla scorta delle nuove modalità di nomina dei componenti dei Consigli Superiori della Magistratura in futuro anche i membri del collegio del Garante della Privacy potrebbero essere estratti a sorte. Ci risparmieremmo almeno le polemiche sulla loro imparzialità.
 
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