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Manovra all'insegna dell'austerity verso le imprese

Taglio significativo dei contributi agli investimenti

Claudio Di Donato 04/11/2025

Manovra all'insegna dell'austerity verso le imprese Manovra all'insegna dell'austerity verso le imprese Una manovra nel complesso prudente per tenere sotto controllo i conti pubblici e piuttosto avara nel sostegno alla crescita. D’altra parte, la spesa per contributi agli investimenti è in calo dal 2024 quando si è attestata all’1,4% del Pil, mentre resta tonica la componente di investimenti pubblici. In sostanza le misure per sostenere gli investimenti privati subiscono un taglio ma a certificare il clima di austerity vengono introdotte una serie di limitazioni nei confronti delle imprese. Anche il ritorno al super-ammortamento al posto del credito d’imposta presenta una serie di criticità. La prima è la forte limitazione delle imprese che potranno accedere allo strumento. Nel 2020 la Ragioneria aveva stimato un ampliamento del 40% della platea di imprese beneficiarie con la cancellazione dell’iper-ammortamento e l’introduzione del credito d’imposta 4.0.
 
Il credito d’imposta era direttamente utilizzabile, il super-ammortamento è distribuito negli anni. Altra limitazione riguarda i crediti d’imposta esistenti che non possono essere utilizzati in compensazione per i debiti previdenziali e contributi. Le risorse dirottate sul super-ammortamento, circa 4 miliardi, sono inferiori ai residui di Transizione 5.0 e Industria 4.0 che sono state fallimentari per il basso tiraggio. Ma alcune storture rimangono. La prima è lo scarso arco temporale degli investimenti ammissibili, limitato al solo 2026 con possibilità di proroga al 30 giugno a condizione che l’impresa abbia pagato un acconto pari ad almeno il 20% dell’ordine. Il resto prevede un rifinanziamento della Nuova Sabatini che sta dimostrando una notevole efficacia e un lieve aumento delle risorse alla Zes Unica che prevede tuttavia un investimento minimo di 200mila euro, di fatto un ostacolo insormontabile per migliaia di piccole imprese. In extremis è stato prorogato il bonus edilizio al 50% ma vincolato all’abitazione principale e con una riduzione delle somme ammesse. La sensazione è che il governo oltre a ridurre i sostegni agli investimenti punti a rendere le risorse difficilmente accessibili.
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