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Marine Le Pen, perdente di successo

Dopo tre sconfitte si ripresenterà alle presidenziali del 2027

Giancarlo Santalmassi 09/07/2024

Marine Le Pen, perdente di successo Marine Le Pen, perdente di successo Credo che per capire meglio il pericolo evitato dalla Francia (e dall’Europa) bocciando la Le Pen οccorra rammentare di chi è figlia. Il padre, Jean, è stato un tenente che prese parte alla prima guerrra d’Indocina, alla crisi di Suez e alla guerra d’Algeria. Deputato all’Assemblea nazionale e per più legislature all’Europarlamento è stato famoso per le sue posizioni estremamente conservatrici e reazionarie che lo hanno portato spesso a dichiarazioni controverse e per aver chiesto la reintroduzione della pena di morte, forti restrizioni sull’immigrazione da paesi extraeuropei e il ritiro della Francia dall’Unione Europea. Si è candidato in diverse elezioni presidenziali arrivando al ballottaggio nel 2002 contro Jacques Chirac col 18%, mentre nel 2007 ottenne al primo turno il 15% dei voti venendo escluso dal successivo ballottaggio (vinse Nicolas Sarkozy). Nel 2011 lasciò alla figlia Marine la guida del Front National e nel 2015 venne espulso dal partito per ormai insanabili divergenze politiche.
 
Questo il padre. Ora è toccato alla figlia. Macron ha azzardato lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. E gli è andata bene, l’azzardo ha pagato. Al primo turno ha rischiato molto. Ma al ballottaggio ha vinto, o meglio, Marine Le Pen ha perso. Per la terza volta, perche’ per due volte Macron l’ha sconfitta alle presidenziali. Anche perché anche campioni del calcio, come Mbappè o Thuram hanno chiesto ai francesi di non votare per lei. Ora c’è da chiedersi: fino a quando i suoi elettori di estrema destra voteranno questa perdente “di successo”? Fra tre anni, nel 2027, ci saranno le presidenziali francesi. E la Le Pen si ricandiderà, questa volta non per l’hotel Matignon, sede del governo, ma per l’Eliseo, sede della presidenza della Repubblica. Intanto Macron prende tempo: chiede ad Attal (35 anni, capito?) capo del governo (che oggi voleva dimettersi) di restare al suo posto. Si aggiunga che nel Regno Unito i laburisti hanno stravinto  Giorgia Meloni resta isolata.
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