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Il difficile gioco di Meloni in Europa

Per Giorgia sarà quasi impossibile votare Von der Leyen alla luce del sole

Riccardo Illy 20/06/2024

Il difficile gioco di Meloni in Europa Il difficile gioco di Meloni in Europa L’Italia è l’unico fra i grandi paesi della UE che ha visto la coalizione di governo premiata (con una crescita di circa il 3,5%) dal recente voto europeo. La successiva gestione del G7 in Puglia, nonostante la pochezza dei contenuti e l’eccesso di autocelebrazione, ha ulteriormente rafforzato l’immagine internazionale della Presidente Meloni. Che pensava di trovarsi nelle condizioni ideali per negoziare la costituzione della prossima Commissione europea e l’elezione del suo Presidente; il principale obiettivo è ottenere un Commissario di peso, come nella legislatura precedente. Il secondo obiettivo, molto più sfidante, era entrare nella maggioranza per poterne condizionare l’azione dall’interno. È vero che la coalizione uscente avrebbe sulla carta circa 400 parlamentari (ben più del 361 necessari) ma essendo il voto segreto e i franchi tiratori stimati al 10-15% sarebbe necessario un ulteriore margine che FdI potrebbe garantire. La posizione filo-europea (anche se talvolta critica e contraria a ulteriori integrazioni) e i buoni rapporti fra Giorgia e Ursula (candidata in pole position) aiuterebbero. Ma FdI fa parte del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei ECR (sembra un ossimoro; come si può essere contemporaneamente riformisti e conservatori?) di cui Giorgia è Presidente e cui aderisce anche in partito spagnolo VOX. Difficile ipotizzare che entri in maggioranza solo FdI e non l’intero ECR; o tutti o nessuno.
 
I rappresentanti europei dei popolari e dei socialdemocratici si sono affrettati a dire che la coalizione Ursula non ha bisogno dei partiti di estrema destra, ECR incluso; per avere un margine di sicurezza valuteranno più probabilmente di imbarcare i verdi. Per Giorgia alla fine sarà quasi impossibile - se non in maniera occulta, nel segreto dell’urna nella quale verranno deposti i voti per la/il prossimo Presidente della Commissione - far pesare il suo (e del suo partito) successo elettorale. Il tutto si potrà risolvere in un gentlemen (gentlewoman?) agreement con Ursula von der Leyen; io ti do il voto segreto in Parlamento, tu mi dai (in realtà proponi) un ruolo più significativo in Commissione.
 
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