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Il G7 in Puglia

…quel che resta di un Summit

Giuseppe Roma 14/06/2024

Il G7 in Puglia Il G7 in Puglia Riflettori puntati sull’Italia per un grande evento internazionale. Avendo rinunciato a organizzare le Olimpiadi, a luglio in avvio a Parigi, ed essendo stati battuti da Riad per l’Expo 2030, manteniamo una qualche posizione nel palinsesto delle manifestazioni globali grazie a scadenze prefissate. Abbiamo la certezza di organizzare ogni quarto di secolo il Giubileo a Roma, è fissato nel 2033 il nostro turno per ospitare la Capitale Europea della cultura, e ci tocca ogni sette anni, la presidenza del G7 che, oltre a una serie di incontri sparsi in tutta Italia, prevede un summit , quest’anno localizzato a Fasano in provincia di Brindisi, nel luxury resort di Borgo Egnazia. La Puglia ottiene in questi giorno un’invidiabile visibilità mediatica non facile, tuttavia, da valutare in termini di stabile impatto sulla sua economia. I G7 si sono svolti in tre tipologie di località. Innanzitutto, in capitali e grandi città come, in Italia, è avvenuto diverse volte a Venezia, e nel ’94 a Napoli dove fu occasione per una vera rinascita della città. Una seconda tipologia comprende realtà urbane decentrate che raramente hanno visto successivamente accrescere la propria attrattività, come Lough Erne nel Regno Unito o La Malbaie in Canada. Infine, per ospitare i capi di stato e di governo sono state scelte aree di elevata qualità turistica e ambientale come Biarritz in Francia o, da noi, Taormina e ora il Nord-Salento per la gradevolezza ambientale e la qualità delle strutture ricettive. A fare premio per il futuro in questo caso è la qualità dell’accoglienza.
 
Cosa resterà alla Puglia di questo week end di celebrità? Ne potrà beneficiare il turismo che, tuttavia, mostra gia’ una spontanea tendenza alla crescita con un +11% di arrivi nel 2023 rispetto al 2019, valore superiore alla media nazionale pari al 2,3%. Più difficili da valutare gli effetti sulle variabili strutturali che descrivono uno scenario regionale in chiaroscuro, con un valore aggiunto per abitante inferiore del 34% a quello nazionale e persino dello 0,7% più basso di quello meridionale. Numeri che contraddicono l’elevato potenziale di risorse sociali, culturali e ambientali esistenti, capaci di evocare, gia’ decenni fa, un destino per la Puglia da California d’Italia, purtroppo mai realizzato. Il declino dei poli industriali pubblici, la concentrazione degli investimenti e delle attività portuali su Bari, la ridotta modernizzazione agricola hanno tolto forza di spinta a un sistema portato a galleggiare, piuttosto che innovare. L’orgoglio di ospitare il G7 sarà sufficiente a smuovere le acque?
 
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