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Corruzione e difesa della democrazia

Riflessioni in margine al caso Toti

Riccardo Illy 04/06/2024

Corruzione e difesa della democrazia Corruzione e difesa della democrazia Il caso Toti, trascendendo dal fatto di cronaca, dovrebbe far riflettere i difensori della democrazia su un aspetto di ordine superiore. Siamo certi della buona fede di Toti, sia fattuale sia concettuale, quando afferma che i soldi pagati da vari imprenditori non sono finiti nelle sue tasche ma sono andati alla “politica”. Sul piano fattuale sarebbe troppo facile ai PM, seguendo le tracce del denaro come insegnava Di Pietro, verificare dove i soldi sono effettivamente andati a finire, e questo Toti e i suoi avvocati lo sanno bene. Sul piano concettuale però vien da chiedersi se Toti ci faccia o ci sia. Dubitiamo infatti che quei soldi siano andati alla “politica” in senso generale, ovvero siano stati distribuiti a tutti i partiti e movimenti politici attivi in Liguria. Dubitiamo anche che siano stati distribuiti, ma questo emergerà eventualmente dalle indagini, a tutti i partiti che sostengono Toti in Consiglio regionale, ovvero ai partiti di maggioranza. Ma se anche così fosse cambierebbe poco; a Toti evidentemente sfugge che la destinazione privilegiata di denaro, la cui dazione era stata sollecitata in cambio di concessioni pubbliche (cioè di tutti), a alcune componenti politiche soltanto altera l’equilibrio politico e in prospettiva l’esito elettorale.
 
Così come l’economia funziona bene secondo le regole del mercato, ovvero garantendo la libera concorrenza, la democrazia funziona bene se la “concorrenza” politica è altrettanto libera, ovvero scevra da costrizioni o privilegi per alcune sue componenti. È questo che intendeva su queste pagine Paolo Mazzanti quando ha affermato che “pagare con soldi illeciti l’attività politica è peggio che arricchirsi personalmente, perché oltre ai soldi si ruba anche la democrazia”. Combattere la corruzione delle singole persone è compito della Giustizia, che ha dimostrato negli ultimi anni di saper svolgere adeguatamente. Ma difendere la democrazia è compito anzitutto di ogni cittadino, purché sia consapevole degli atti che la mettono a repentaglio.
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