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La destra e la sovranità europea

Che ne pensano Meloni e Tajani che in Europa vorrebbero l'intesa popolari-destre?

Paolo Mazzanti 04/06/2024

La destra e la sovranità europea La destra e la sovranità europea A pochi giorni dal voto, l’Europa ha fatto finalmente capolino nella campagna elettorale. Ma nel modo peggiore: con l’ attacco della Lega al Presidente Mattarella, di cui il senatore leghista Borghi ha addirittura chiesto le dimissioni,  per aver evocato la “sovranità europea” nel messaggio per il 2 giugno ai Prefetti. Salvini, di rincalzo,  ha detto che il 2 giugno era la festa della Repubblica italiana, non della sovranità europea, pur senza chiedere, bontà sua, le dimissioni di Mattarella. I leghisti forse ignorano che i Trattati europei, che prevedono un “trasferimento di sovranità” in diverse materie (dalla moneta alla politica commerciale internazionale), sono stati ratificati dal nostro Parlamento sulla base dell’art. 11 della Costituzione (quello contro la guerra come strumento di offesa) che dice anche: “La Repubblica consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo» come la Ue. Quindi Mattarella non ha nulla da rimproverarsi e i leghisti dovrebbero leggere la Costituzione.
 
Il rifiuto della sovranità europea, che secondo tutte le persone ragionevoli (da ultimo il governatore di Bankitalia Panetta) andrebbe aumentata, significa che la Lega, che nei manifesti elettorali chiede “Piu’ Italia e meno Europa”, vuole fare retromarcia e, per esempio, uscire dall’euro come chiedeva anni fa? E che ne pensa la Meloni, che si prepara a sollevare alla Corte Costituzionale un conflitto con la Direttiva europea che prevede le gare per i balneari? Anche lei, rivendicando la superiorità del diritto italiano su quello comunitario, vuole ridurre la sovranita’ europea? E il povero Tajani, che pure ha condannato l’attacco a Mattarella, e col Ppe chiede piu’ sovranità europea (per esempio difesa comune e piu’ debito europeo) davvero vorrebbe nel prossimo Europarlamento una maggioranza tra popolari e destre, comprese quelle contrarie alla sovranità europea? Qualcuno ha detto che siamo in campagna elettorale e dunque qualche intemperanza propagandistica non deve sorprendere. Ma e’ proprio vero che in campagna elettorale si puo’ impunemente sparare qualsiasi fesseria? O non si dovrebbe, al contrario, misurare con grande cautela promesse e parole, proprio perche’ gli impegni elettorali dovrebbero essere sacri, soprattutto per chi li assume?
 
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