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Vademecum elettorale con insulti

Lo scontro Meloni-De Luca e l'attacco leghista a Mattarella

Giancarlo Santalmassi 03/06/2024

Vademecum elettorale con insulti Vademecum elettorale con insulti Se c’è qualcuno che ha capito che cosa si voterà tra una settimana è pregato di alzare la mano. Eppure tutti i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per eleggere 76 deputati del Parlamento europeo, su un totale di 720. In contemporanea, nel nostro Paese, si svolgeranno anche elezioni regionali (in Piemonte) e amministrative in 3.700 comuni, tra cui anche 27 capoluoghi di regione e provincia. Attenzione: il voto europeo, in tutti i paesi UE si basa su un sistema proporzionale, quindi ogni partito correrà per sé. Sarà permesso anche il voto di preferenza che consente agli elettori di esprimere fino a un massimo di tre nomi nella stessa lista, purché i candidati siano di sesso diverso. Potevano mancare le polemiche? Certo che no: chi ha detto che si vota a fare per chi non andrà mai a Bruxelles sede dell’Europarlamento o per chi andrà senza spiegare che cosa ci andrà a fare.
 
E qui mi fermo. Un vademecum e basta? Certo che sì. Ma serve per dimenticare lo scambio di battute tra Giorgia Meloni e Vincenzo De Luca il governatore della Campania: “Buongiorno De Luca - ha detto il presidente del consiglio - sono quella la s…onza della  Meloni”. Come ci siamo ridotti a questo, a Caivano certo, ma alla vigilia del 2 Giugno, festa della Repubblica che ha visto Sergio Mattarella sotto la pioggia con tanto di corazzieri rendere omaggio al Milite Ignoto? Con l’acme in serata dell’ assurda, parossistica polemica tra Lega e lo stesso Mattarella, che avendo ricordato che “tra pochi giorni consacreremo con l’elezione del Parlamento europeo la sovranità della UE” si è preso l’assurdo attacco del senatore leghista Claudio Borghi, secondo il quale, se si omaggia la sovranità dell’Unione invece che dell’Italia, “per coerenza dovrebbe dimettersi”. Così, tra un vergognoso epiteto e un tweet disonorevole si va al voto.
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