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Giovani ed elezioni

L'Europa “salvata” dagli under 35

Giuseppe Roma 20/05/2024

Giovani ed elezioni Giovani ed elezioni Con l’avvicinarsi delle elezioni, si accende la polemica politica, ma resta debole l’offerta di proposte per migliorare l’Unione Europea. Anche per questo fa notizia lo studio realizzato da “Scomodo”, una rete di studenti e professional con meno di trent’anni che attorno a una rivista cartacea hanno realizzato un Campo Ricerca come osservatorio sulla Generazione Z. Ne è uscita un’ampia ricerca sulle aspettative del mondo giovanile verso l’Europa, esaminate anche con sofisticati strumenti di analisi statistica. Dall’auto-dichiarazione spontanea di circa diecimila under 35, emerge innanzitutto una generazione che per il 65% si sente europeista, in gran parte perché l’Europa è parte integrante della propria esperienza di vita. Gli intervistati, infatti, oltre a essere nativi digitali sono pure “nativi euro” e apprezzano particolarmente la libertà di movimento connaturata all’appartenenza allo spazio comune europeo. Un tale sentimento di spontanea adesione all’ UE non è, però, corroborato da una sufficiente conoscenza delle istituzioni continentali e delle loro funzioni in quanto, per la maggior parte degli intervistati, la scuola non mostra alcun impegno nel fornire agli studenti un adeguato bagaglio di informazioni in merito. Forse anche per questo, poco più di un quarto del campione non è a conoscenza della prossima scadenza elettorale.
 
Altro aspetto critico riguarda l’azione dei politici italiani a Bruxelles, giudicata in modo negativo perché debole e incapace di riportare in sede comunitaria le esigenze del mondo giovanile. Una sfiducia che alimenta l’astensionismo, tanto da far prevedere che andrà a votare solo il 57,1% degli under 35. Il momento strettamente elettorale non sembra risolutivo per affrontare le grandi tematiche che inquietano i giovani, dai cambiamenti climatici all’inflazione, dalla salute mentale alla disoccupazione. Si sente la necessità di una più forte politica d’ integrazione , con la metà degli intervistati a favore di maggiori poteri dell’UE rispetto agli stati nazionali oltre per quanto riguarda l’ambiente, soprattutto sui diritti civili e la difesa comune. Un’Europa più forte costituisce anche un elemento di rassicurazione rispetto all’incertezza che grava sulle giovani generazioni. Infatti, i giovani che danno maggiore credito all’europeismo sono anche quelli che guardano con maggiore fiducia al futuro. Per rappresentare adeguatamente le esigenze del mondo giovanile gli intervistati indicano con molto equilibrio le qualità che dovrebbero caratterizzare i leader europei: professionalità e alto livello di formazione, reputazione ed esperienza internazionale. Una tendenza chiaramente orientata a valorizzare le competenze da parte di giovani e giovanissimi, che appaiono differenti dalle generazioni immediatamente precedenti. E questo è certo un bene per chi crede nell’Europa.   
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