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La guerra delle preferenze tra Giorgia ed Elly

Con la presentazione dei candidati Ŕ entrata nel vivo la campagna elettorale

Riccardo Illy 06/05/2024

La guerra delle preferenze tra Giorgia ed Elly La guerra delle preferenze tra Giorgia ed Elly La data delle elezioni europee (8-9 giugno) si avvicina e le liste di tutti i candidati sono state depositate. Per quanto riguarda i due primi partiti secondo i sondaggi, FdI e PD, si conferma la candidatura civetta della segretaria Giorgia Meloni in tutte e cinque le circoscrizioni e di quella del PD “Elly” Schlein soltanto in due, Centro e Isole. Il confronto/scontro fra le due segretarie ci sarà, ma sarà parziale; il più significativo sarà nella circoscrizione Centro. La segretaria del PD appare in stato di inferiorità rispetto alla “collega” di FdI per diverse ragioni; i vari sondaggisti attribuiscono al partito di centrosinistra circa un terzo dei voti in meno rispetto a quello di centro(?)destra, Elly Schlein è candidata solo in due circoscrizioni mentre Giorgia (come vuole essere chiamata) in tutte e 5 e il suo nome (e cognome) appare sul simbolo del suo partito mentre su quello del PD non appare alcun nome. Last but not least, Giorgia si presenta come leader di una coalizione coesa e capace di superare le divergenze interne, anche se proprio alle elezioni europee queste divergenze risultano (ma pochi giornalisti lo fanno notare) più macroscopiche. I tre partiti principali del centrodestra aderiscono a tre gruppo diversi del Parlamento Europeo. Elly invece ha fallito l’obiettivo del “campo largo” che si era prefissa in tutte le elezioni regionali appena svolte. Dove ci è riuscita ha vinto in un caso (la Sardegna) e perso nell’altro (la Basilicata), con il sostegno agli avversari di due partiti (Azione e Italia Viva) che si supponeva dovessero aderire al centrosinistra. Se la segretaria del PD non è in grado di coalizzare il campo largo nemmeno a livello locale, dove i temi prettamente politici hanno un peso nettamente inferiore, figuriamoci se sarà in grado di farlo a livello nazionale.
 
Per le europee si vota con il proporzionale e le preferenze, quindi ognuno “balla con sua zia”. Ma proprio per le preferenze, le due big avranno probabilmente qualche delusione. Come previsto in un precedente articolo le liste (non fanno eccezione FdI e PD) sono costituite da elenchi di nomi quasi tutti sconosciuti. Fanno eccezioni i leader dei partiti, qualche ex Sindaco e ex Presidente di Regione. Da questo punto di vista, il PD fa meglio di FdI, schierando alcuni ex (o quasi) Sindaci e Presidenti di Regione mentre nelle liste di FdI spicca solo il nome del Sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani. Per i candidati sconosciuti andare a caccia di preferenze sarà estremamente dura. La scelta di avere liste bloccate (senza preferenze) per le lezioni politiche ha fatto perdere l’allenamento in questa disciplina. Inoltre le circoscrizioni sono molto vaste e solo politici di rango nazionale o quantomeno regionale possono essere già noti su tutto il territorio. Non esistono inoltre mezzi di comunicazione, tranne quelli nazionali, che coprano le circoscrizioni intere. Fare una campagna acquistando spazi pubblicitari sui mezzi delle varie province è estremamente impegnativo. Inoltre, La legge fissa il limite massimo di spesa per i singoli candidati in 52mila euro per ogni circoscrizione elettorale a cui vanno aggiunti 0,01 euro per ogni residente; con una cifra così contenuta non si va lontano, solo i più bravi otterranno qualche risultato grazie ai social media. È facile pronosticare che gli unici a fare incetta di preferenze saranno i segretari dei partiti e i pochi big in lista; e che Giorgia, per le ragioni esposte sopra, farà il pieno di preferenze rispetto a Elly.
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