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I quattro errori delle candidature dei leader

Ben sapendo che non metteranno piede all'Europarlamento

Riccardo Illy 29/04/2024

I quattro errori delle candidature dei leader I quattro errori delle candidature dei leader Dopo settimane di tira e molla, in vista del deposito delle liste dei candidati per le elezioni europee, la tattica delle "candidature civetta" ha prevalso. L'ultimo annuncio è stato quello di Giorgia Meloni, che ha deciso di spendersi come capolista in tutte le circoscrizioni. In precedenza, l'avevano comunicato Antonio Tajani e Elly Schlein, che sarà capolista nella circoscrizione III Centro e V Isole. Dei big di maggioranza solo il segretario della Lega ha fatto una scelta diversa, ma non meno criticata, soprattutto all'interno: candidare il generale Vannacci, che oltre a definire Benito Mussolini uno "statista" (sic) ha proposto di reintrodurre le classi differenziali. L'altro big, ma dell'opposizione, che ha deciso di non fare l'uccello notturno è il segretario del M5S che, almeno fino a ora, non ha fatto passi falsi. Tutti gli altri partiti sono nessuno...
 
La scelta dei segretari della maggioranza dei principali partiti di candidare sé stessi alle europee, ben sapendo e pure dichiarando che a Bruxelles non metteranno mai piede, è esecrabile per una serie di motivi. Dimostra anzitutto poco rispetto per gli elettori; o si pensa che siano così disinformati da non sapere che una volta eletti i segretari rinunceranno alla carica o che siano così acritici da votarli comunque, solo al fine di esprimere il loro apprezzamento. Ma se le cose stanno così, come peraltro è probabile sia, le elezioni europee già povere di contenuti programmatici europei autentici, vengono utilizzate ad altri fini, ovvero di misurare il consenso dei leader dei partiti. Svilendo ulteriormente quelle che invece dovrebbero essere le elezioni più importanti in assoluto. Il secondo aspetto negativo è la personalizzazione dei partiti; che li puo’ premiare, assieme ai segretari, nel breve termine, ma li indebolisce nel medio-lungo; del quale peraltro nessuno, in senso lato, si preoccupa più. Personalizzazione che probabilmente serve anche ad occultare la pochezza degli altri candidati in lista; e questo è il terzo aspetto negativo. Il quarto e ultimo riguarda solo i partiti di maggioranza, ovvero il Presidente e il Vice-Presidente, oltre che Ministro degli Esteri, del Governo in carica. Dopo essersi candidati, è verosimile che si impegneranno nella campagna elettorale, sottraendo tempo all'attività di governo. In un periodo incerto per gli eventi negativi internazionali che lo caratterizzano e stressante per gli impegni interni (uno per tutti, l'attuazione del PNRR) sottrarre tempo dei vertici all'attività di governo non pare proprio di buon auspicio.
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