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Il 25 aprile e i simboli del fascismo

Come raggiungere una vera pacificazione nazionale

Riccardo Illy 24/04/2024

Il 25 aprile e i simboli del fascismo Il 25 aprile e i simboli del fascismo 25 aprile 1945: è la data simbolica prescelta per festeggiare la liberazione dall’oppressione nazifascista dell’Italia. In realtà, la storia ci dice che tale liberazione si completò solo il 3 maggio dello stesso anno; il 25 aprile il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia esortò l’intero popolo italiano all’insurrezione nei territori ancora occupati. La data è stata prescelta non solo per simboleggiare la liberazione dal nazifascismo ma anche per celebrare i valori della resistenza interpretati dai partigiani che la liberazione resero possibile con il loro sacrificio, anche della vita. Nell’immaginario collettivo la festa nazionale rappresenta più semplicemente la liberazione dalla dittatura nazifascista, pietra miliare per il ritorno della libertà, della democrazia e più avanti per l’avvento della Repubblica italiana. Molti ritengono, o auspicano, che il 25 aprile costituisca anche un momento di rappacificazione e di unificazione per il popolo italiano. Fascisti e antifascisti che si erano combattuti in quella che molti storici definiscono la nostra guerra civile dovrebbero vedere in quella data la celebrazione della ritrovata concordia.
 
Abbiamo pur compiuto questo miracolo in Europa; nonostante le guerre mondiali (e quelle precedenti) che avevano visto popoli di diversi Stati dell’Europa combattersi in guerre sanguinosissime, oggi celebriamo tutti assieme i valori della democrazia e della convivenza costruttiva nell’Unione Europea. Nessuno, quando incontra un tedesco o un austriaco, pensa alle guerre e ai suoi morti; sono un capitolo chiuso, che fa parte soltanto della storia. La data del 25 aprile, pur essendo riconosciuta e celebrata come Festa della Liberazione ha mancato questo secondo obiettivo, quello della rappacificazione. Forse perché in Italia, diversamente dagli altri paesi europei, alcuni partiti si sono ostinati e si ostinano a mantenere nei loro simboli quelli di ispirazione fascista, come la fiamma tricolore che caratterizzava il Movimento Sociale Italiano costituito da un gruppo di fascisti nel 1946, ovvero prima che la Costituzione vietasse la ricostituzione del partito fascista. Se i tedeschi avessero deciso di salvaguardare i simboli delle SS nelle loro divise, probabilmente la rappacificazione europea sarebbe stata più difficile, se non impossibile. Per attribuire al 25 aprile l’intera portata dei valori che esprime sarebbe necessario ancora qualche sforzo di totale rinuncia ai simboli che si ispirano al fascismo. Più che di esplicite dichiarazioni di ripudio dello stesso che, tutto sommato, sono implicite nell’atto di giurare leale osservanza alla Costituzione italiana.
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