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Il premierato e l'odio per i governi tecnici

Il Capo dello Stato non potrà più “espandere i suoi poteri”

L'Irriverente 19/04/2024

Il premierato e l'odio per i governi tecnici Il premierato e l'odio per i governi tecnici “Con l'elezione diretta del premier il Capo dello Stato non avrà più bisogno di espandere i suoi poteri anche oltre limiti immaginati dai padri costituenti per supplire a un deficit di decisione del sistema politico" ha detto il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Alberto Balboni (FdI) che ieri ha partecipato al convegno dell’Academy Spadolini sulla riforma del premierato. “Vorrei capire - ha proseguito - se i costituzionalisti ritengano normale che un presidente della Repubblica nomini la sera prima un autorevole esponente del mondo economico senatore a vita e la mattina dopo lo incarichi di fare il governo, senza che questo signore non sia stato eletto nemmeno da un'assemblea di condominio".
 
Evidente il riferimento a Mario Monti, il premier che ha risollevato l’Italia dopo che lo spread aveva raggiunto quota 575 nel novembre 2011. E’ chiaro che il vero nemico del premierato elettivo sono i governi tecnici di Dini, Monti e Draghi, che è vero che non sono stati eletti da nessuno, ma hanno avuto in Parlamento tra le più vaste maggioranze della Repubblica. Lo stesso presidente Dini, rispondendo ieri a Balboni, si è espresso contro l’elezione diretta del premier che finirebbe per comprimere il ruolo del Parlamento e del Capo dello Stato, eletto dal Parlamento e dunque dotato di una legittimazione inferiore a quella del premier. Ci fosse stato il premierato elettivo, Berlusconi (sostituito prima da Dini e poi da Monti) e Conte (sostituito da Draghi) sarebbero rimasti in carica fino al termine della legislatura. E la nostra povera Italia sarebbe probabilmente fallita.
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