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La strana par condicio della destra

E il francobollo commemorativo di Berlusconi

Giancarlo Santalmassi 11/04/2024

La strana par condicio della destra La strana par condicio della destra Sembra la legge del contrappasso. Si dà alle stampe il francobollo in memoria di Silvio Berlusconi. Cioè di  un pluriprocessato e pluricondannato. E questo accade mentre si vara una strana ‘par condicio’ per le elezioni europee di giugno. Rispunta un termine nato in un giorno preciso: un episodio fece da detonatore, dando il via ad una storia complicata che tuttavia vale la pena di riassumere.  Era il 3 novembre 1993 quando l’allora presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro reagì all’insinuazione nei suoi confronti dell’ex capo del Sisde Riccardo Malpica arrestato per una storia di fondi neri e clientelismi: in sostanza, secondo Malpica quando Scalfaro era stato ministro dell’Interno aveva percepito cento milioni al mese dai fondi riservati del servizio segreto civile. Scalfaro in diretta nei Tg delle 20 disse ‘Non ci sto’ denunciando un gioco al massacro dei partiti per rappresaglia ai colpi inferti da Tangentopoli. E veniamo alla locuzione ‘par condicio‘ che nacque quando Berlusconi arrivò a palazzo Chigi: come privato cittadino era il proprietario di Mediaset, come presidente del consiglio governava anche i tre canali Rai. E fu allora che si introdusse il concetto di ‘par condicio’. Che in sostanza obbligava (ed era una distorsione anche questa) a concedere lo stesso spazio a piccoli e grandi partiti: Scelta civica, Fratelli d’Italia (all’epoca dai numeri insignificanti), o Sel avevano gli stessi spazi di PD, Forza Italia, o Movimento 5 stelle.
 
Veniamo all’oggi: rispunta una ‘par condicio’ nel modo più impensabile possibile. Quello approvato in Commissione di vigilanza è un meccanismo che cancella di fatto l’opposizione. Infatti c’è una ‘par condicio’ che riguarda i partiti e non quella particolarissima istituzione che è il governo. Che così sotto l’etichetta di ‘comunicazione istituzionale’ va da sé, lasciando le briciole agli altri partiti. Che democrazia è quella che stiamo vivendo? Quella in cui un tal Petrecca, il più meloniano dei direttori (Rai occupata come sempre) responsabile di Rainews24, potrà mettere in onda i comizi di Giorgia Meloni (che non vuole domande e non andrà mai a ‘Piazza pulita’ la trasmissione di Corrado Formigli sulla 7 cioè ‘Corriere della sera’). Questa non è occupazione del potere, ma ‘saturazione dell’ambiente’: cioè rendere irrespirabile l’aria. E qui spero mi perdonerete quell’aggettivo ‘strana’, usato all’inizio. Con la nostalgia per un ‘retrò’ anni sessanta: le Tribune politiche in cui si accapigliavano Romolo Mangione, giornalista dichiaratamente socialdemocratico, e il comunista Giancarlo Pajetta. Un ultimo consiglio: se il francobollo non fosse autoadesivo, bagnatelo con una spugnetta inumidita evitando così di leccare il dietro del cavaliere.
 
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