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Pioltello, Mattarella e la fatica dell'inclusione

Il Capo dello Stato elogia i dirigenti dell'istituto criticato dalla destra

Paolo Mazzanti 28/03/2024

Pioltello, Mattarella e la fatica dell'inclusione Pioltello, Mattarella e la fatica dell'inclusione “Ho ricevuto e letto con attenzione la sua lettera e nel ringraziarla desidero dirle che l'ho molto apprezzata, così come, al di la’ del singolo episodio, in realta’di modesto rilievo, apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell'adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo": il presidente Mattarella non ha perso l’occasione di intervenire sul “caso Pioltello” marcando un’altra significativa differenza col governo di destra sul dovere costituzionale dell’inclusione. Rispondendo alla vicepreside Maria Rendani della scuola di Pioltello Iqbal Masih (intitolata al bimbo lavoratore pakistano diventato un simbolo della lotta al lavoro minorile) che ha deciso di restare chiusa il 10 aprile prossimo (nell’ambito dei 3 giorni di chiusura concessi a ogni istituto) perché quel giorno si festeggia la fine del Ramadan e molti alunni musulmani (sono il 40% in quella scuola) sarebbero stati assenti. Apriti cielo: la destra e soprattutto i leghisti hanno accusato i dirigenti scolastici di svendere l’identità italiana e di piegarsi ai costumi islamici. Il ministro Valditara aveva messo sotto accusa la scuola perché il 10 aprile sarebbe stato il quarto giorno di chiusura. Questo aspetto è stato corretto, con la rinuncia della chiusura del 29 aprile. Ma le proteste della destra, a partireda Salvini, sono proseguite.
 
Così Mattarella è intervenuto per elogiare l’impegno faticoso della scuola per l’inclusione, pilastro della democrazia. Se saremo accoglienti con le altre culture che vivono tra noi, concedendo loro di rispettare le loro tradizioni, come il Ramadan, sarà più facile chiedere loro di accettare i nostri valori, a partire dai diritti delle donne. Questo è un punto cruciale, fonte di equivoci. Qualche giorno fa, nel messaggio al Summit for Democracy a Seul, la premier Meloni ha sostenuto che “solo se torniamo a costruire la nostra cultura” potremo difendere i valori democratici. Ma la democrazia non è un contenuto, una cultura, un’identità. E’ soprattutto un metodo: la pari dignità’ di tutte le persone e di tutte le culture, sulla base del rispetto della vita e della libertà di ognuno.
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