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Scivolamenti progressivi verso Orban

Dall'Agi alle universitÓ al caso Decaro

Piero Ignazi 27/03/2024

Antonio Angelucci Antonio Angelucci I segnali dell'orbanizzazione del nostro paese iniziano ad aumentare. Prendiamone qualcuno dalle cronache di questi giorni. Primo, si stringe il controllo dell'informazione. Dopo la razzia in Rai in cui non sono stati fatti prigionieri - e si vede - ora si passa alla carta stampata dove non basta lo zelo delle testate di destra, Il Giornale, il Tempo e Libero, proprietà del parlamentare leghista Antonio Angelucci, che, tra l'altro, ha collezionato nelle ultime tre legislature il record di assenze: rispettivamente il 96,8%, il 99,6% e finora il 99,8%. Del resto, oltre a riscuotere senza vergogna l'argent de poche dell'indennità parlamentare, doveva curare i suoi interessi privati nella sanità. Ora Angelucci vuole anche l'agenzia giornalistica Agi, di proprietà dell'Eni, un ente di stato che, come tale, è sensibile ai desiderata del governo. E così anche l'Agi finirà nell'orbita meloniana.
 
Secondo piccolo episodio. Alcuni orchestrali del teatro di Palermo si sono permessi di criticare la direzione di Beatrice Venezi, nota per la sua passione per l'estrema destra e l'amicizia con Giorgia Meloni. Mal gliene incolse. Due dei contestatori sono stati sospesi dallo stipendio per una settimana e il terzo per un giorno. Punire per intimidire e ottenere silenzio e muto assenso. Il terzo riguarda le università che hanno lasciato parlare - e straparlare come spesso succede ai giovani, e come è successo in questi casi - gli studenti sulla Palestina. Evidentemente possono aprire bocca solo se in sintonia con governo. Se no manganelli, come a Pisa.
 
Infine, l'uso strumentale delle istituzioni e delle regole, emerso di nuovo in questi ultimi giorni. La solerzia con la quale un altro personaggio zelante come il ministro degli Interni Piantedosi si è affrettato a dar seguito alle "sollecitazioni" di sottosegretari alla giustizia (sic) per mettere in difficoltà il sindaco di Bari Decaro si commenta da sola. Si potrebbe continuare ad libitum perché ogni giorno porta la sua pena. Eppure, di fronte a questo e ben altro, si registra, con amarezza, la piaggeria di parte della grande stampa nazionale che, invece di fare da "cane da guardia" del potere, ne liscia quotidianamente il pelo. E così, passo passo, scivoliamo verso l'orbanismo.
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