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L'ordine pubblico e i manganelli

La forza legittima dello Stato va gestita con saggezza

Luciano Panzani 26/02/2024

L'ordine pubblico e i manganelli L'ordine pubblico e i manganelli La recente vicenda dell’uso, forse eccessivo, dei manganelli da parte delle Forze dell’Ordine nei confronti di giovanissimi manifestanti e l’avvertimento del Capo dello Stato, diretto al Ministro dell’Interno e non alla Polizia, che l’autorevolezza non si misura con i manganelli, hanno suscitato vivaci polemiche ed allarme, perché non sono mancati interventi di esponenti della maggioranza diretti a rassicurare Polizia e Carabinieri che non saranno “lasciati soli”. La Costituzione garantisce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi. L’art. 11 della Carta europea dei diritti dell’uomo prevede che restrizioni legittime possano essere imposte dallo Stato, dalle Forze Armate e dalla Polizia. L’art. 117 della Costituzione prevede che la materia della sicurezza ed ordine pubblico sia disciplinata in via esclusiva dallo Stato. Le norme in materia di pubblica sicurezza, più volte oggetto di interventi da parte della Corte Costituzionale per cancellarne l’originaria impronta fascista, stabiliscono che le manifestazioni debbono essere autorizzate preventivamente e che riunioni ed assembramenti in luogo pubblico possano essere disciolti quando vi sia pericolo per la pubblica incolumità. L’art. 53 del codice penale consente l’uso legittimo delle armi o di altro mezzo di coazione fisica, quindi anche i manganelli, le cariche, i lacrimogeni, se il pubblico ufficiale vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità. Si tratta di metodi usati dalle polizie di tutto il mondo, ma che nell’Unione Europea si mantengono entro certi limiti.
 
Il ricorso alle armi o alla coazione fisica deve essere giustificato sul piano della proporzionalità e non deve fondarsi su un comportamento negligente da parte del pubblico ufficiale. Le cariche di polizia non sono mai state, in ogni tempo, un luogo per educande. Se il ministro Scelba e le cariche di polizia negli anni Cinquanta del secolo scorso rimasero tristemente famosi, tutta la nostra storia è punteggiata da eccessi, sia da parte della Forza Pubblica che da parte dei dimostranti, come mise bene in luce Pasolini in occasione degli scontri di Valle Giulia a Roma nel 1968, prendendo posizione a favore dei poliziotti, “figli di poveri” contro gli studenti “figli di papà”.
In molte occasioni i Questori hanno dato prova di saggezza, evitando le cariche e gli scontri prevedibilmente troppo violenti e lasciando che i dimostranti facessero qualche danno a banche e negozi piuttosto che scatenare una guerriglia urbana. Il richiamo del Capo dello Stato ed i segni delle botte sui giovanissimi dimostranti fa temere che questa volta non vi sia stata altrettanta saggezza.
 
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