Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La sfida dell'intelligenza artificiale alla Pa

Tutte le procedure amministrative andrebbero riviste e digitalizzate

Alberto Heimler 06/02/2024

La sfida dell'intelligenza artificiale alla Pa La sfida dell'intelligenza artificiale alla Pa La politica industriale italiana degli ultimi 70 anni ha sempre privilegiato la protezione dell’esistente piuttosto che la promozione del futuro. Le partecipazioni statali, che erano nate con obiettivi strategici, sono state poi utilizzate per mantenere l’occupazione, la regolazione dei servizi è stata sempre volta a mantenere l’esistente (dalla distribuzione commerciale alle professioni ai taxi) e non a favorirne la modernizzazione. Perfino il finanziamento pubblico degli investimenti in ricerca e sviluppo ha seguito criteri discrezionali che hanno favorito le imprese consolidate piuttosto che le start up innovative. Anche recentemente, primi nel mondo, siamo corsi a proibire la carne coltivata, non per tutelare un interesse generale ma semplicemente per evitare concorrenza agli allevatori. La produrranno altri! Per quanto riguarda il funzionamento della Pubblica Amministrazione sono stati seguiti criteri analoghi, anche se probabilmente più per incapacità organizzative che per scelta deliberata. La digitalizzazione ha iniziato timidamente a entrare nel mondo della giustizia solo dopo il 2010, con vent’anni di ritardo! In altri ambiti, per esempio nel servizio sanitario, la digitalizzazione si è molto sviluppata in anni recenti, ma siamo ancora lontani dalla completa realizzazione delle cartelle sanitarie on line. Infine nel funzionamento degli uffici la digitalizzazione è ormai completata anche se poco è stato fatto per verificare l’efficacia delle procedure amministrative adottate, favorire l’interazione tra Pa e cittadini e rendere più efficace il sistema dei controlli.
 
Adesso è in arrivo l’intelligenza artificiale che sta aprendo un nuovo mondo e nuove opportunità. Non dobbiamo bloccarne l’utilizzazione né da parte di cittadini e imprese né soprattutto nell’organizzazione della Pa. Si parla tanto di piante organiche e del blocco delle assunzioni. Da ultimo il Ministro Nordio ha sollecitato l’assunzione di giudici e cancellieri. Il processo produttivo della PA sta però potenzialmente cambiando. Invece che ristabilire i numeri del passato, è la qualità del personale che deve essere cambiata, con un’attenzione particolare agli esperti di organizzazione e di nuove tecnologie informatiche. Tutte le procedure amministrative andrebbero riviste per verificarne l’efficacia alla luce delle nuove opportunità tecnologiche. E’ un compito immane che richiede innanzitutto un cambiamento d’impostazione. Non dobbiamo più proteggere l’esistente. Prima ce ne rendiamo conto meglio è.
 
Altre sull'argomento
Verso il G7 sull'intelligenza artificiale
Verso il G7 sull'intelligenza artificiale
I molti utilizzi dell'IA e la dialettica tra innovazione e regolazione
Altro parere
Altro parere
Ma l'intelligenza artificiale non cancellerÓ il manager
Abuso d'ufficio e garanzie del cittadino
Abuso d'ufficio e garanzie del cittadino
Giusto rivedere l'intera materia dei reati contro la Pubblica ...
Intelligenza Artificiale: USA in fuga, Europa insegue
Intelligenza Artificiale: USA in fuga, Europa insegue
Il Vecchio Continente meglio della Cina in termini pro-capite, ma l' ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.