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Salvini insiste: destre unite in Europa

E chiama in causa (a sproposito) anche Berlusconi

Riccardo Illy 07/12/2023

Salvini insiste: destre unite in Europa Salvini insiste: destre unite in Europa Da qualche giorno Matteo Salvini, ormai entrato in modalità campagna elettorale, ha messo sul piatto il disco dell’accordo con l’estrema destra per governare l’Europa. Non pago delle risposte negative ottenute da Forza Italia e dell'indifferenza dei Fratelli d'Italia ha scritto  sul tema una lettera al Corriere della Sera. Infarcita dei soliti luoghi comuni, spesso totalmente infondati, anti Unione Europea. Per fare un esempio, si è scagliato contro la decisione di vietare le vetture con motore termico dal 2035. Peccato che nello stesso giorno siano state pubblicate le ricerche di Goldman Sachs che stimano che la parità di costo fra auto termiche ed elettriche si raggiungerà già nel 2025, 10 anni prima. Il che significa che già fra due anni, posto che l'elettrica costa meno di consumi e di manutenzione, sarà più economica della termica. Nei 10 anni successivi i modelli elettrici, grazie alle economie di scala e alla curva di esperienza, costeranno ancora molto meno e quelle termiche interesseranno solo a pochi nostalgici. Tanto nel 2035 non ci sarà nessun giornalista a rinfacciarlo a Salvini e probabilmente non ci sarà nemmeno il Capitano, sconfitto dalle battaglie di retroguardia che periodicamente ingaggia.
 
La conclusione dell'articolo è un invito a non escludere le destre estreme di altri paesi e di costituire anche in Europa una maggioranza simile a quella italiana. Esortazione che i colleghi di coalizione non raccoglieranno, ben consapevoli che con Wilders a Bruxelles l'Italia non vedrebbe più un euro di PNRR, né otterrebbe alcuna clemenza in caso di deragliamento dal percorso di risanamento finanziario. Salvini ha anche tirato in ballo, anche in questo caso a sproposito, Silvio Berlusconi: il quale avrà senz'altro fatto degli errori, ma mai si sarebbe alleato con una Le Pen o un Wilders. Non fosse altro perché i suoi interessi erano per un’ Europa unita nella quale espandere l’attività delle sue imprese. Attività che i nazionalisti dell’estrema destra impedirebbero. Il ritornello di Salvini continuerà fino alla data delle elezioni europee; che si basano su un sistema proporzionale che ammette divergenze fra forze politiche della stessa maggioranza. La quale non subirà ripercussioni nel governo nazionale. Dopo le elezioni, a meno di clamorose e pericolose vittorie degli estremisti di destra, tutto tornerà come prima. Forse con l’unico risultato che la Lega avrà guadagnato, con le sue argomentazioni demagogiche ma suggestive, qualche temporaneo voto in più. 
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