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Italiani pacifisti "utilitari" o umanitari

Gli atteggiamenti nei confronti delle guerre in Ucraina e a Gaza

Nando Pagnoncelli 05/12/2023

Un'immagine della distruzione a Gaza Un'immagine della distruzione a Gaza Il conflitto in Ucraina e quello a Gaza stanno determinando reazioni diverse nelle opinioni dei cittadini, pur in presenza di un analogo livello di preoccupazione (circa 80%). Nel primo caso il timore, fin dall'inizio delle ostilità, era incentrato prevalentemente sulle conseguenze economiche (47%) rispetto a quelle belliche (20%) o umanitarie, con il possibile arrivo dei profughi in fuga dal loro Paese (18%). La crisi energetica ci ha fatto scoprire vulnerabili, perché fortemente dipendenti da altri paesi per la fornitura di gas, e ciò ha determinato una reazione crescente di stanchezza per il conflitto, quando non di insofferenza nei confronti dei belligeranti. Oggi il 42% dichiara di sentirsi più vicino all'Ucraina contro il 9% che sta dalla parte della Russia, ma il dato più eclatante è rappresentato dal 49% che dichiara di non parteggiare per nessuno dei due, nonostante sia palese il ruolo di aggressore e quello di aggredito. E il 37% auspica che la guerra finisca al più presto, anche a costo di una resa dell'Ucraina e con la possibilità che questa perda definitivamente i territori occupati dalla Russia, a fronte di un 29% che si augura che la guerra finisca con un indebolimento della Russia tale da ridurre il più possibile il rischio che possa tornare in futuro a minacciare altri paesi.
 
Di diverso segno le preoccupazioni riguardo al conflitto tra Hamas e Israele nella striscia di Gaza: in questo caso si riscontra un'inquietudine diffusa rispetto alla possibilità di allargamento del conflitto (33%), il forte timore per le conseguenze umanitarie sulla popolazione civile (29%) e la paura per una ripresa di attentati di matrice islamica in Europa (17%). Solo il 12% teme per le conseguenze economiche, nonostante qualcuno abbia evocato possibili ripercussioni in ambito petrolifero. Nel complesso il 46%, sebbene inorridito per l'attacco di Hamas del 7 ottobre, considera sproporzionata la reazione di Israele, mentre il 29% la giudica comprensibile. La maggioranza assoluta (52%) vorrebbe che il nostro paese si adoperasse attivamente per una mediazione tra le parti a fronte di una minoranza che vorrebbe appoggiare la causa palestinese, pur condannando Hamas (15%), o la causa israeliana (6%), mentre il 25% non saprebbe che ruolo assegnare all'Italia. Insomma, tra gli italiani prevale una sorta di pacifismo utilitaristico nel conflitto in Ucraina, laddove in Medio Oriente si impone un pacifismo più venato di umanità e di buon senso. E' l'ennesima dimostrazione dell'ambivalenza dell'opinione pubblica.
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