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Se anche il centrodestra critica il premierato

Il governo farebbe bene a lasciare che il Parlamento decida liberamente

Riccardo Illy 04/12/2023

Se anche il centrodestra critica il premierato Se anche il centrodestra critica il premierato I grand commis di Forza Italia - Gianni Letta, Giuliano Urbani e Marcello Pera - oltre a rispettati editorialisti abitualmente propensi alle riforme come Angelo Panebianco hanno invocato cautela nell'affrontare il premierato. Con approcci e toni diversi, pur condividendo l'obiettivo della riforma costituzionale di dare maggiore stabilità agli esecutivi, hanno espresso riserve se non vere e proprie critiche. Le condivisibili ragioni delle perplessità sono tre: anzitutto la nostra Costituzione è fatta di pesi e contrappesi, è un meccanismo legislativo complesso e delicato. Come nel gioco dello Shanghai è quasi impossibile cambiare solo tre articoli senza comprometterne l'equilibrio complessivo; la Costituzione rischia con quelle poche modifiche di essere complessivamente compromessa. Secondo: la figura del Presidente della Repubblica, un tempo considerata meramente notarile, ha assunto negli ultimi decenni un ruolo determinante, di stabile rifermento istituzionale per i cittadini. Tant'è che, anche grazie a personalità molto autorevoli come Ciampi, Napolitano e Mattarella, la Presidenza della Repubblica è oggi l'istituzione elettiva italiana che gode della maggiore fiducia dei cittadini. Andare a toccare proprio oggi i poteri e le prerogative di quella istituzione sembrerebbe un insulto ai cittadini che quella fiducia esprimono. Terzo: se proprio premierato deve essere, che lo sia fino in fondo. Dare all'elettore l'illusione che il suo voto sia determinante e insostituibile nell'elezione del Primo Ministro quando in realtà può essere sostituito, con dei vincoli, dal Parlamento sembra una presa in giro.
 
Quando l'elettore se ne accorgerà, le sue reazioni potranno essere imprevedibili. E l'altra presa in giro che va evitata è quella dei poteri invariati del Capo dello Stato: qualunque sia la variante di premierato, i poteri del Presidente della Repubblica ne risultano compressi come abbiamo argomentato in precedenti articoli. Di fronte a queste critiche motivate, il Governo farebbe bene a lasciare che, per una volta, il Parlamento si esprima liberamente (non solo l'opposizione, ma anche la maggioranza) cercando di trovare la quadra. Forzare la mano, per un Governo sostenuto da una maggioranza parlamentare alla quale non corrisponde quella popolare, sarebbe estremamente rischioso. Soprattutto considerata l'esistenza della spada di Damocle rappresentata dal referendum.
 
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