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Se il Covid rialza la testa

Il governo vari un'adeguata nuova campagna vaccinale

Riccardo Illy 13/09/2023

Se il Covid rialza la testa  Se il Covid rialza la testa Le temperature sono ancora decisamente estive ma il Covid-19 sembra già sentire l'avvicinarsi dell'autunno. Che, con il calo delle temperature e il ritorno della vita al chiuso, negli anni passati ha fatto riprendere la corsa dell'infezione. L'ultima settimana (conclusa l'8 settembre) ha fatto registrare 21.316 nuovi contagi (+43%), 94 decessi (+44%), 10 ricoveri in terapia intensiva (+26%) e 213 ricoveri con sintomi (+13%). Siamo lontani dai "bollettini di guerra" del 2020, ma non possiamo certamente affermare che il virus sia scomparso. Vero è che il numero di decessi settimanali per polmonite - nel 2018, quindi prima della pandemia - erano superiori alle 100 unità. Ma è anche vero che siamo ancora in estate e che i virus si diffondono soprattutto nella stagione fredda. Pare inoltre che l'ultima variante scoperta, Eris, sia più resistente agli anticorpi. È quindi molto probabile che Covid-19 continuerà a correre, creando nei prossimi mesi qualche preoccupazione. Per i pluri-vaccinati, che sono la larga maggioranza, contrarre adesso la malattia non sembra un fatto grave. I sintomi sono quelli di un'influenza più severa e il decorso è abbastanza rapido, circa una settimana. Sarebbe interessante, ma le statistiche non lo rilevano, sapere se fra i decessi la percentuale di non vaccinati risulti superiore a quella della popolazione di riferimento. Non per creare inutili allarmismi, ma per adeguatamente informare i reticenti al vaccino delle possibili conseguenze; anche perché è ormai accertato che i vaccini utilizzati non hanno gravi controindicazioni. Per l’autunno, inoltre, sono stati annunciati nuovi vaccini che dovrebbero proteggere da un ampio spettro di varianti, incluse quelle più recenti.
 
Se verrà promossa una campagna vaccinale e, grazie a un’adeguata comunicazione, avrà successo, riusciremo a tenere a bada il Coronavirus anche questo inverno. Fare invece affidamento soltanto sui "vecchi" vaccini potrebbe essere rischioso; non è detto che la loro copertura per le nuove varianti sia adeguata. I partiti di Governo in carica preferiranno non correre i rischi di una nuova epidemia, con gli inevitabili impatti sull'economia, piuttosto che tener fede allo scetticismo espresso verso i vaccini durante la pandemia (quando erano in parte all'opposizione). È verosimile che il pragmatismo prevarrà anche in questo caso e che la promozione della campagna vaccinale sarà ben visibile. Chi scrive ha fatto due vaccinazioni sperimentali, più quattro con i vaccini autorizzati. Oltre a non aver contratto il Coronavirus dal 2018 non ha nemmeno avuto un'influenza: ne è valsa la pena! Quando arriverà il nuovo vaccino ad ampio spettro, non esiterà a fare la settima vaccinazione.
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