Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Maggioranza lacerata sulla giustizia

Dalle intercettazioni al Csm ai rapporti mafia-politica

Paolo Mazzanti 20/01/2023

Carlo Nordio Carlo Nordio Dopo l'euforia dei primi giorni, la cattura di Matteo Messina Denaro rischia di diventare un problema per la maggioranza di destra, perché sta allargando il solco tra l'ala rigorista (o "giustizialista") e quella lassista (o "garantista"). Intanto, la cattura del latitante più famoso d'Italia (e forse del mondo) ha rilanciato il ruolo della magistratura inquirente, dimostrando che i pm servono a qualcosa. E la premier Meloni, che forse si è pentita di aver voluto a tutti costi Nordio alla Giustizia, ha ordinato, soprattutto ai suoi, di non continuare ad attaccare i pm e ha chiesto al Parlamento di elevare il livello di contrasto alla criminalità più pericolosa. L'arresto del boss ha poi dimostrato che le intercettazioni (Trojans compresi) sono uno strumento indispensabile alla lotta alla criminalità organizzata e non è facile distinguere tra reati di mafia e terrorismo e reati apparentemente "minori" commessi però da mafiosi, sicché coloro che volevano il giro di vite sulle intercettazioni, a cominciare da Nordio, hanno dovuto fare rapidamente marcia indietro, con la leghista Bongiorno che ammonisce a non toccarle. Così il ministro ora si concentra sugli "abusi", cioè sulla pubblicazione di intercettazioni di persone non indagate, per cui un giro di vite c'è già stato nel 2020.
 
Polemiche anche per la decisione di Fdi di sostituire in corsa mercoledì alla Camera il suo candidato al Csm Giuseppe Valentino, risultato indagato per 'ndrangheta: Forza Italia non ha gradito la decisione, considerata un cedimento alle proteste di Pd e M5s, al punto che esponenti berlusconiani avrebbero accusato i colleghi di Fdi di essere "grillini mascherati" e avrebbero voluto eleggere comunque Valentino, che era anche destinato alla vicepresidenza, col rischio, per fortuna sventato, di far sedere al vertice del Csm Mattarella accanto a un indagato. E che dire del fatto che a 4 mesi dalle elezioni ancora non c'è la Commissione bicamerale antimafia (l'iter per istituirla è partito ieri!) che dunque non ha potuto esercitare il consueto vaglio sui candidati alle elezioni di Lombardia e Lazio. E a proposito di rapporti mafia-politica, come fa la premier Meloni, che si è precipitata a Palermo a congratularsi con gli inquirenti e rendere omaggio a Falcone e Borsellino, a tollerare che nella maggioranza di destra alla Regione Sicilia ci siano esponenti legati a Totò Cuffaro e Marcello Dell'Utri, condannati per associazione mafiosa?
Altre sull'argomento
Governo, i nodi dei cento giorni
Governo, i nodi dei cento giorni
La giustizia resta un nervo scoperto della politica
Sorpresa, la Giustizia migliora
Sorpresa, la Giustizia migliora
Le considerazioni del Primo Presidente della Cassazione Pietro Curzio
I numeri (e le preoccupazioni) sullo stato della giustizia
I numeri (e le preoccupazioni) sullo stato della giustizia
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Contundente
Contundente
Statuto
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.