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Intercettazioni e non solo

Come affrontare la criminalità organizzata

Paolo Mazzanti 19/01/2023

Carlo Nordio Carlo Nordio Imbarazzato per le dichiarazioni del procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia che ha detto che senza le intercettazioni Matteo Messina Denaro non sarebbe stato catturato, il ministro della Giustizia Nordio ha assicurato in Parlamento che le intercettazioni per mafia e terrorismo, anche preventive, non saranno depotenziate. Ma l’ex procuratore nazionale antimafia, Cafiero De Raho, ora parlamentare del M5S, e il procuratore di Perugia Raffaele Cantone, già capo dell’Anticorruzione, hanno detto che spesso alla mafia si arriva attraverso i cosiddetti “reati spia”, come la corruzione, il traffico di influenze e altri reati contro la Pa, oggi molto utilizzati dalla criminalità organizzata per infiltrarsi nelle istituzioni. Quindi, se si eliminano o si riducono le intercettazioni per corruzione, traffico d’influenze e altri reati considerati “non pericolosi”, si depotenzia automaticamente anche la lotta alle mafie. Ma non ci sono solo le intercettazioni.
 
Proprio ieri il presidente dell’Anticorruzione (Anac) Busia ha criticato la riforma del Codice degli Appalti che ha soppresso l’elenco delle società in-house utilizzate dalla Pa: "Purtroppo - ha detto Busia - la soppressione nel nuovo Codice dell`elenco dell`in-house gestito da Anac, è sbagliata. E' stato abolito il registro che verifica quali in-house hanno le caratteristiche per operare correttamente. Due terzi dei richiedenti non hanno quelle caratteristiche, e finora sono rimasti esclusi dall`elenco. Ora entreranno tutti. Ha senso questo? Favorisce una migliore gestione e fornitura di servizi? Aiuta a fornire servizi a prezzi più competitivi? Favorisce la libera concorrenza e la scelta dei fornitori migliori? Io credo di no". E poi c’è l’annosa questione del limite all’utilizzo del contante, che il governo ha aumentato da mille a cinquemila euro. E’ appena il caso di ricordare che il “sosia” di Messina Denaro, Andrea Bonafede, ha acquistato l’alloggio del boss a Campobello di Mazara con 20 mila euro ottenuti in contanti dal capomafia, che presumibilmente acquistava i suoi abiti griffati e profumi di lusso non certo con carte di credito. Meditate, ministri, meditate.
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