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Autonomia differenziata, cui prodest?

La Lega vuole accelerare, Fdi e Fi vorrebbero procedere insieme al presidenzialismo

Riccardo Illy 19/01/2023

Autonomia differenziata, cui prodest?  Autonomia differenziata, cui prodest? L'autonomia regionale differenziata, che prevede la possibilità di attribuire con legge rinforzata maggiori competenze a singole Regioni ordinarie, è stata introdotta per volontà della maggioranza di centro-sinistra con modifica costituzionale del 2001. Nel 2017 Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna hanno formalizzato le loro proposte, le prime due coinvolgendo anche i loro cittadini con un referendum. Il tema, che assieme a una imprecisata riforma costituzionale presidenzialista, fa parte del programma della coalizione di governo rischia di costituire il primo vero scoglio sul cammino di Giorgia Meloni. Il pallino dell'autonomia regionale appartiene alla Lega che, abbandonate le velleità di indipendenza della Padania, si accontenterebbe oggi di aumentare poteri e competenze delle Regioni del Nord. Va ricordato che Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono già Regioni autonome, grazie al loro Statuto speciale. I consensi della Lega però, anche a causa degli scarsi risultati portati finora a casa, sono in calo; rispetto al 34% delle elezioni europee del 2019 gli ultimi sondaggi la danno a circa un quarto dei voti. E il pallino di FdI (un po' anche di FI) è la Patria, che si dà per scontato debba essere unita e omogenea.
 
Oltre al presidenzialismo, per realizzare il quale occorre anzitutto definire di quale presidenzialismo parliamo per poi tradurlo in una legge costituzionale che per l'approvazione prevede la doppia lettura; campa cavallo... FdI e in misura minore FI hanno da un lato dei problemi nel privilegiare le Regioni del Nord con l'autonomia differenziata e dall'altro (forse anche come pretesto per rinviare) vorrebbero che questa venisse approvata con un percorso parallelo a quello del presidenzialismo. Da un punto di vista procedurale, ciò significa ritardare enormemente l'approvazione dell'autonomia delle Regioni (dai contenuti già delineati nelle loro richieste), attuabile con un accordo Stato-Regioni e con legge ordinaria. Oltre alle difficoltà interne, la maggioranza dovrà anche affrontare le opposizioni. Secondo le migliori tradizioni della nostra politica, nonostante l’autonomia differenziata sia "figlia" del centrosinistra, questo potrebbe trovare un raro momento di unità proprio nella feroce opposizione alla sua attuazione. Capeggiato dal Presidente della Campania che già grida alla penalizzazione del Sud; come se la sua Regione, del pari di quelle del Nord, non fosse eligibile per l'attribuzione di maggiori poteri. Lo scontro fra De Luca e Bonaccini rischia di alimentare la confusione anche nell’opposizione proprio nel momento dell'elezione del nuovo segretario del PD. Molti in entrambi gli schieramenti si staranno chiedendo: cui prodest?
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