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Riflessioni su Ischia

L'abusivismo va contrastato subito

Giancarlo Santalmassi 29/11/2022

Riflessioni su Ischia Riflessioni su Ischia A proposito della tragedia di Ischia: ho sempre pensato che o si interviene subito o dopo sarà difficile farlo. Nel senso che chi compie il primo abuso edilizio, va punito subito e l’immobile demolito immediatamente. Ricordo (mi sfugge l’anno) che una volta un aereo decollato da Torino Caselle scoperchiò mezza casa, costruita dove non si poteva: a ridosso delle piste di atterraggio e decollo. Qualche anno fa in Toscana il sindaco e l'assessore all'ambiente di Castelfranco hanno dovuto fare il punto sulle conseguenze del fuoco in un serbatoio di materiale in uso a un’azienda. Tentando anche di tranquillizzare: scrissero che al momento non erano pervenute al Comune informazioni su rischi e pericoli per la salute dei cittadini residenti nella zona. L'Arpat (azienda regionale per la protezione ambientale della Toscana) aveva eseguito diversi campionamenti per accertare rischi e possibili contaminazioni e aveva in corso ulteriori analisi per tranquillizzare ulteriormente sulla possibilità di sostanze nocive liberatesi durante la combustione. Testualmente aggiungeva “Al momento non ci sono emergenze o pericoli per la salute e la sicurezza dei cittadini o limiti all'autoconsumo di frutta, verdura e vegetali di orti e giardini".
 
La mattina del 17 luglio del 1988 i massesi si svegliarono con una densa nube nera che ricopriva la città e le zone circostanti. Dalla Farmoplant–Montedison lì accanto si era scatenato  un pericolosissimo incendio a causa dell'esplosione di una cisterna di 40 metri cubi contenente Rogor e Cicloesanone, sostanze chimiche altamente tossiche. Si dovettero sgomberare alcune case a ridosso dello stabilimento. Tutto questo per dire: se non si vieta e demolisce il primo abuso, dopo sarà troppo tardi: dove collocare le 30mila persone di Ischia che hanno costruito senza licenza per imitazione, comodità o speculazione? Ecco, Ischia mi ha fatto venire in mente tutto questo. E adesso? Chi è disposto a rinunciare a una manciata di voti?
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