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Il reclutamento dei magistrati ed il concorso pubblico

Perché non attingere tra gli avvocati come avvenne nel dopoguerra con i “togliattini”?

Luciano Panzani 04/10/2022

 Il reclutamento dei magistrati ed il concorso pubblico  Il reclutamento dei magistrati ed il concorso pubblico Tra le idee di riforma della giustizia della nuova maggioranza di centrodestra c’è anche la proposta di rivedere il reclutamento dei magistrati per pubblico concorso, oggi obbligatorio in base alla Costituzione. Occorre ricordare che il concorso pubblico in molti Paesi europei come Francia, Germania, Spagna, è garanzia dalla nomina arbitraria e nello stesso tempo assicura che i capaci e meritevoli possano ricoprire il ruolo di giudice. In altri Paesi, tuttavia, come ad esempio Regno Unito e Usa, i criteri di nomina sono differenti e, soprattutto, i magistrati sono scelti tra gli avvocati che hanno dato buona prova dopo diversi anni di professione. In Italia il concorso pubblico rappresenta certamente una garanzia, ma va riformato perché i criteri di selezione sono probabilmente anacronistici, ed è rallentato dall’eccessivo numero di partecipanti. E’ un fatto che è diventato molto difficile, nonostante i molti concorrenti, coprire tutti i posti a concorso e che l’Italia ha meno giudici di molti altri Paesi in rapporto alla popolazione.
 
Prescindere completamente dal concorso introdurrebbe elementi di discrezionalità che nel nostro Paese porterebbero facilmente a scelte clientelari o ad una lottizzazione. Va tuttavia ricordato che subito dopo la Liberazione Togliatti, allora Ministro della Giustizia, fece un reclutamento straordinario di magistrati per ovviare ai vuoti dell’organico causati dalla guerra. La Costituzione non c’era ancora e quindi non vi erano ostacoli in proposito. Quei magistrati, chiamati “togliattini” per distinguerli da quelli poi assunti con concorso, diedero buona prova. Oggi abbiamo un numero insufficiente di magistrati rispetto alla media dei Paesi europei ed un’avvocatura sovrabbondante. Un reclutamento straordinario del meglio dell’Avvocatura potrebbe essere una soluzione una tantum.
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