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Il Pd al bivio esistenziale

Stretto tra i macroniani di Calenda e i populisti-progressisti di Conte

Paolo Mazzanti 04/10/2022

Il Pd al bivio esistenziale  Il Pd al bivio esistenziale Fondato da Veltroni 15 anni fa (14 ottobre 2007) il Pd si trova, dopo la sconfitta elettorale, a un bivio esistenziale. C’è chi ne prevede l’estinzione, come accaduto al Ps francese, stritolato tra Macron e Melenchon; chi pensa che la crisi di oggi sia passeggera, in attesa di rivincita, come accaduto alla Spd, tornata al governo dopo l’era Merkel. In verità, la situazione del Pd appare più simile a quella del Ps francese, insidiato a destra dai macroniani di Calenda e a sinistra dai populprogressisti di Conte, che può ricordare Melenchon. Si dice che il Pd ha perso l’identità e ha finito per rappresentare i ceti dirigenti, diventando il “partito Ztl”. E’ stato un processo per certi versi inevitabile: svaniti l’ideologia marxista del Pci e l’interclassismo anticomunista della Dc, il Pd (nato dalla fusione degli eredi del Pci e della sinistra Dc) ha dovuto fronteggiare negli anni il berlusconismo anti-istituzionale (si pensi agli attacchi dell’ex Cavaliere alla Corte costituzionale e alla Magistratura) e il leghismo secessionista anti europeo e ha finito per diventare il partito della Costituzione e delle istituzioni italiane ed europee, difensore dell’equilibrio dei conti pubblici, sotto la tutela del Quirinale di Napolitano e poi di Mattarella.
 
Quindi è diventato il partito della conservazione “illuminata” contro gli avventurismi della destra e dei grillini. E se gli italiani, spaventati da bollette e inflazione, si fanno sedurre dal nuovismo degli avventuristi (nel 2018 il M5S di Grillo, oggi la destra della Meloni), finiscono per non votarlo più. Quindi che fare? Persistere nella difesa delle istituzioni italiane ed europee contro i possibili sbandamenti della destra, finendo per incontrare Calenda in nome della “responsabilità repubblicana”? Oppure tornare a sinistra, abbandonare la disciplina economica “europeista”, e impalmare Conte sulla via del populismo e degli “scostamenti di bilancio”? Il rischio è che, come nell’antico supplizio dei cavalli, il Pd tirato in direzioni opposte, finisca davvero smembrato.
 
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