Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Gli elettori “schizzinosi” del centrosinistra

Se Pd, M5S e Azione-Iv si fossero alleati avrebbero raggiunto il 48% e vinto le elezioni, ma…

Paolo Mazzanti 30/09/2022

Gli elettori “schizzinosi” del centrosinistra Gli elettori “schizzinosi” del centrosinistra Abbiamo già scritto su InPiù con Innocenzo Cipolletta e Vincenzo Visco, che il centrodestra vincitore delle elezioni col 44%, ha conquistato con la maggioranza relativa dei voti quella assoluta dei seggi, in virtù della legge elettorale semi maggioritaria, con 225 collegi uninominali (221 nazionali e 4 esteri) dove ha vinto chi ha conquistato un voto in più. Va anche sottolineato che se gli avversari del centrodestra (Pd, M5S e Azione-Iv) si fossero alleati nel famoso “campo largo” di Letta, sommando i loro voti, avrebbero raggiunto il 48% o addirittura il 51% (con De Magistris, Rizzo e altri spezzoni di sinistra) e vinto le elezioni. Quindi la clamorosa vittoria della Meloni dipende dalla legge elettorale e dalla masochistica divisione degli avversari, più che dalla “spinta propulsiva” della destra. Emblematico il risultato del collegio senatoriale di Roma centro, dove Bonino e Calenda, che erano alleati fino a un mese e mezzo fa, si sono cannibalizzati e hanno fatto vincere (salvo verifica dei voti chiesta da Più Europa) la candidata di Fdi Lavinia Mennuni.
 
Questo in teoria. Perché in pratica, molto probabilmente, se si fossero alleati, Pd, M5S e Azione-Iv avrebbero preso meno voti, perché’ i loro elettorati difficilmente si sarebbero sommati al 100%. Parecchi calendian-renziani non sarebbero stati disposti a votare i candidati grillini nell’uninominale, molti piddini non avrebbero votato i calendian-renziani e parecchi grillini non avrebbero votato i candidati piddini. Ed è forse questa la vera differenza tra i due schieramenti: l’elettorato di centrodestra è meno ideologico, più pragmatico e “di bocca buona”; ha accettato le alleanze decise dai vertici, ha votato senza problemi i candidati dei partiti coalizzati nell’uninominale per vincere contro la sinistra, trascurando le differenze programmatiche e culturali della coalizione, che pure sono profonde. Gli elettori dei partiti di centrosinistra sono invece molto più ideologici e “schizzinosi” nei confronti dei potenziali alleati. Non sono disposti ad allearsi con chi la pensa diversamente anche su punti programmatici secondari ed esaltano la propria “purezza identitaria”. E così perdono le elezioni.
 
Altre sull'argomento
Altro parere
Altro parere
Magia: la corrente diventa "onda"
I ritardi europei (ed italiani)
I ritardi europei (ed italiani)
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
L'idiosincrasia della destra per il Mes
L'idiosincrasia della destra per il Mes
La maggioranza ha detto che non intende utilizzare i prestiti ...
La difficile identità a sinistra
La difficile identità a sinistra
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.
Franco Bassanini 30/09/2022 13:08
E' vero, ma anche i leader hanno una parte, non piccola, di responsabilità. Se Letta avesse aperto anche a Renzi il tavolo del "campo largo", gli elettori di Calenda non avrebbero potuto - dopo la firma dell'accordo PD-Azione - minacciare di lasciarlo per votare Renzi, spingendolo a stracciare l'accordo per non perdere voti. Se Calenda (e Renzi) non avessero proclamato per mesi "mai con i 5 Stelle", sarebbe stato forse possibile riaprire in zona Cesarini il campo largo anche a Conte. Se Conte non avesse, dopo l'uscita dall'aula del Senato sul termovalorizzatore, attaccato Draghi, Letta, Calenda e Renzi accusandoli di volere distruggere il M5S, avrebbe potuto rilanciare sull'Agenda Draghi e rendere più agevole a Letta e Calenda allargare ai 5S. Tutte scelte dei leader, non degli elettori, che i leader devono saper convincere....