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Anche una cattiva legge elettorale...

... può garantire la governabilità

Giuseppe Roma 29/09/2022

Una scheda elettorale viene deposta nell'urna Una scheda elettorale viene deposta nell'urna La settimana post-elezioni consente generalmente un breve periodo di quiete per la politica. I leader e i candidati riprendono fiato dopo le fatiche della campagna elettorale. E' ancora presto per correre da Cenci a comperare il vestito nuovo da indossare il giorno dell'insediamento (ma i nuovi eletti manterranno la tradizione?). E poi il contratto d'affitto per la residenza romana si firma solo con il primo stipendio da parlamentare. Le turbolenze per gli sconfitti e il toto ministri per i vincitori sono appena agli inizi, e quindi è consentito effettuare qualche considerazione distaccata su quanto appena successo. La stessa pessima legge elettorale con cui si è votato nel 2018 ha dato un risultato totalmente diverso nel 2022. Questa volta c'è una maggioranza, che può piacere o meno, ma consente la governabilità. Alla legislatura più "pazza" di tutta la storia repubblicana, ne segue una in cui almeno all'avvio appare chiaro il responso delle urne. E fin dalla notte stessa in cui si è votato. E, tuttavia, il quadro politico non è altrettanto chiaro.
 
Fra i vincitori, il partito di maggioranza relativa deve ora guardarsi dai compagni di cordata, dovendo mediare con i partner della coalizione di cui ha disperatamente bisogno. Le incompatibilità che hanno disgregato lo schieramento opposto appaiono strutturalmente divisive, con scarse possibilità di ricomposizione a breve fra Pd, 5Stelle e Calenda. La sconfitta, al contrario, potrebbe provocare ulteriori scissioni rendendo l'opposizione ancor più frammentata e litigiosa. I risultati elettorali ci parlano, infine, di un imprevedibile incastro fra eventi e canalizzazione del voto. Come dice una vecchia canzone di Bob Marley "every little action there's a reaction" ma nella politica italiana può essere sorprendente. Le scissioni, che tanto danneggiano la sinistra, hanno invece favorito i 5Stelle la cui rinascita elettorale ha preso avvio con la fuoriuscita di Di Maio. E non solo, visto che è bastato agitare lo spauracchio dell'abolizione del reddito di cittadinanza (sbandierato da Renzi) perché i contiani potessero presentarsi come partito d'opposizione. Un'abilità straordinaria per l'unico partito sempre al governo in tutta la legislatura appena conclusa.
TAG: elezioni
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