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Meloni ha vinto grazie alla legge elettorale

Il centrodestra è al 44,8%, le “non destre”, divise tra loro, al 51,3%

Vincenzo Visco 28/09/2022

Meloni ha vinto grazie alla legge elettorale Meloni ha vinto grazie alla legge elettorale I risultati elettorali sono stati, per quanto mi riguarda, del tutto coerenti con le mie personali aspettative, salvo che mi aspettavo Berlusconi con due punti in meno e Salvini con due punti in più. Come era scontato, i collegi uninominali sono stati quelli decisivi. Tuttavia, come ha già osservato Enzo Cipolletta, i dati relativi ai voti ottenuti raccontano una storia del tutto diversa. La destra, includendo anche la lista di Paragone, ottiene il 44,8% dei voti (alla Camera), mentre tutti gli altri gruppi, escludendo Unione Popolare e Italia Sovrana Popolare, raggiungono il 48,7%. Se si includessero anche i due piccoli gruppi di estrema sinistra, si arriverebbe al 51,3%. Ciò significa che la legittimità a governare di Giorgia Meloni non dipende dai voti ottenuti, bensì da uno stravagante sistema elettorale maggioritario. Non dovremmo mai dimenticarlo.
 
Ciò significa anche che i partiti che si opponevano alle destre sono i soli responsabili della loro sconfitta in quanto per faziosità politica, moralismi inutili nelle circostanze date, e scarsa duttilità, non sono stati in grado di realizzare alleanze anche ai soli fini elettorali, dal momento che alleanze politiche non erano possibili, alleanze puramente tecniche per sterilizzare il voto nel maggioritario. In assenza di un tale accordo, il risultato era già scritto e la campagna elettorale del tutto inutile. Per il futuro sarebbe bene abbandonare le ubbie maggioritarie e annunciare che la prossima volta, se la legge elettorale non sarà cambiata, si farà comunque, quali che siano le differenze politiche tra i partiti, un’alleanza tecnica nei collegi da parte di tutti i gruppi alternativi alla destra, accordandosi fin d’ora su una legge proporzionale di tipo tedesco, in grado di non falsare in futuro le preferenze effettive degli italiani, che non si sono affatto schierati in maggioranza con Meloni e c.
 
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