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La scoperta del Sud

Nel Meridione si potrebbero decidere le elezioni sul tema del reddito di cittadinanza

Paolo Mazzanti 21/09/2022

La scoperta del Sud  La scoperta del Sud Improvvisamente, tutti i leader politici hanno scoperto il Sud, dove potrebbero decidersi le elezioni. Nella prima fase della campagna elettorale l’attenzione si è concentrata sul Nord, sulle imprese e le partite Iva “orfane” di Draghi. Al Nord si giocano partite decisive: il sorpasso della Meloni su Salvini; la sfida del “draghiano” Calenda; la speranza di avanzata di Letta sull’onda delle recenti vittorie ai Comuni di Verona, Lodi e Monza. Per lisciare l’elettorato nordista, parecchi leader hanno attaccato il reddito di cittadinanza: Meloni all’inizio ha promesso di abolirlo, Salvini di modificarlo in profondità (oltre a varare l’autonomia delle regioni del Nord e portare un ministero a Milano), Letta non lo ha difeso, Renzi ha addirittura annunciato un referendum abrogativo.
 
Tutti hanno dimenticato che reddito e pensioni di cittadinanza sono 1,6 milioni e influenzano (tra familiari, parenti e amici) almeno 15-16 milioni di persone, concentrate al Sud. In questo varco si sono infilati Conte e Di Maio che hanno creato il reddito di cittadinanza, lo difendono a strada tratta e denunciano un “sacco” del Sud da parte dei partiti “nordisti”. I sondaggi hanno cominciato a registrare un aumento del M5S al Sud a scapito del centrodestra, soprattutto della Meloni, tradizionalmente forte nel Meridione, che è corsa ai ripari intensificando, pare con scarsi risultati, i comizi nelle regioni meridionali, mentre Berlusconi dice che lui non vuole assolutamente abolire il RdC. Tutti ora si chiedono se l’avanzata di Conte e in misura minore di Di Maio al Sud possa rimettere in discussione la vittoria annunciata del centrodestra e della Meloni. In fondo, è quello che accadde nel 2018, quando lo straordinario risultato dei grillini al Sud impedì la vittoria del centrodestra.
 
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