Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Scalfari e Montanelli, maestri a confronto

Analogie e differenze dei due grandi giornalisti

Paolo Mazzanti 15/07/2022

 Scalfari e Montanelli, maestri a confronto Scalfari e Montanelli, maestri a confronto Con Eugenio Scalfari se n’è andato il secondo maggior giornalista della seconda meta’ del Novecento. Il primo era Indro Montanelli, che ci ha lasciato nel 2001. Interessante valutarne somiglianze e differenze. Entrambi colti e narcisi, entrambi rosi dalla smania di piacere ai lettori, entrambi col culto dell’assoluta indipendenza, erano però assai diversi. Montanelli era un eccelso solista, nutrito di cultura letteraria e storica (i suoi libri, dai Greci all’Italia dell’Ulivo hanno insegnato la storia a milioni di italiani) e aveva appreso in Usa il segreto del giornalismo popolare, che deve parlare “al lattaio dell’Ohio”: per questo la sua scrittura era limpida e armoniosa e i suoi articoli brevi e concentrati su un unico concetto; teneva i politici a distanza (per questo preferiva stare piu’ a Milano che a Roma) e aveva rifiutato più volte la candidatura al Parlamento e persino il laticlavio a vita offertogli da Cossiga.
 
Scalfari era al contrario un cultore di politica ed economia, un “direttore manager” come ha ricordato Giancarlo Santalmassi su InPiu’: era stato tra i fondatori del Partito radicale e parlamentare socialista e con la cessione della sua quota di Repubblica a De Benedetti era diventato ricco. Si era assunto il ruolo di “direttore spirituale” dei politici, da Berlinguer a De Mita (e da ultimo persino del Papa), cui dispensava consigli e strategie. Profondamente romano, la sua riunione di redazione, la famosa “messa cantata”, era punteggiata dalle telefonate dei leader che gli chiedevano suggerimenti e che lui faceva spesso ascoltare in viva voce ai redattori: per questo i suoi articoli, in un italiano che Montanelli avrebbe definito “rugginoso”, non erano destinati al “lattaio di Centocelle”, ma erano trattatelli di politologia destinati al ceto dirigente del Paese, che lui sperava di condurre come un direttore d’orchestra. Difficile dire chi dei due abbia più inciso sul Paese: apparentemente Scalfari,  con le sue campagne anti P2, anti Craxi e anti Berlusconi, ma Montanelli e’ stato protagonista di alcune battaglie storiche, come la legge speciale per Venezia negli Anni Settanta, il “turatevi il naso e votate Dc” del 1976 e il referendum sul maggioritario del 1992-93. Sono stati due maestri per generazioni di giornalisti. E, vissuti l’uno 93 e l’altro 98 anni, hanno attualizzato la famosa definizione di Barzini: “Il giornalismo e’ faticoso, ma e’ sempre meglio che lavorare. E fa vivere a lungo”
Altre sull'argomento
Ahmad Massoud:
Ahmad Massoud: "Il mio Afghanistan dimenticato per Kiev. Ma il jihad ...
Fausto Biloslavo, il Giornale.it, 16 settembre 2022
Ahmad Massoud:
Ahmad Massoud: "Il mio Afghanistan dimenticato per Kiev. Ma il jihad ...
Fausto Biloslavo, il Giornale.it, 16 settembre 2022
Addio a Scalfari, grande direttore-manager
Addio a Scalfari, grande direttore-manager
Fondatore e direttore dell'Espresso e di Repubblica
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.