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La Raggi in guerra contro il termovalorizzatore

Raccolta di firme contro l'impianto voluto dal successore Gualtieri

L'Irriverente 13/05/2022

La Raggi in guerra contro il termovalorizzatore La Raggi in guerra contro il termovalorizzatore Mentre si dice che la peste suina scoppiata a Roma possa derivare dai cinghiali che si cibano dei rifiuti sfusi capitolini, l’ex sindaca Virginia Raggi ha iniziato una raccolta firme e altre amene iniziative contro il termovalorizzatore annunciato dal suo successore Roberto Gualtieri, da realizzare a spron battuto in vista del Giubileo del 2025 coi poteri commissariali gentilmente offerti dal governo nel decreto Aiuti. Non basta alla Raggi non aver combinato niente nei 5 anni di sua sindacatura (la raccolta differenziata promessa al 70% e’ rimasta inchiodata al 46%): vuole condannare alla paralisi anche Gualtieri. Il M5S fa quadrato attorno alla sua eroina, a cominciare dal leader Giuseppe Conte.
 
 
“Bruciare i rifiuti e’ un metodo arretrato, che contraddice gli impegni ambientali del governo e va contro l’economia circolare”tuonano i grillini. I quali dovrebbero guardare oltre il raccordo anulare e capire che la Raggi i rifiuti li mandava in altre province e addirittura all’estero non per essere “riciclati”, ma per essere bruciati negli inceneritori altrui: quindi il danno ambientale era uguale che se fossero stati bruciati a Roma, anzi maggiore perche’ bisogna aggiungere l’inquinamento dovuto al trasporto dei rifiuti via Tir o treno, nonche’ il maggior costo per i cittadini romani che pagano centinaia di milioni l’anno per mandare fuori Roma i rifiuti e subiscono la Tari piu’ alta d’Italia per avere la Capitale piu’ sporca d’Europa. Quanto all’economia circolare, Calenda ha osservato che bruciare i rifiuti non riciclabili per ricavarne energia e’ esattamente economia circolare. Solo che oggi l’energia prodotta dai rifiuti romani se la godono i non romani a cui li spediamo. Va infine ricordato che non molti anni fa la grande malata dei rifiuti, con contorno di falò, tafferugli, diossina e criminalità organizzata, era Napoli. Che da qualche tempo ha risolto il problema. Con un miracolo? No, con il termovalorizzatore di Acerra.
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