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Le molestie con le penne

Il ôme tooö al raduno degli Alpini di Rimini

Giancarlo Santalmassi 11/05/2022

 Le molestie con le penne  Le molestie con le penne Il ‘me too’, al di là dell’ironia con cui fu accolto agli inizi appena individuato in tale Harvey Weinstein (faceva il produttore cinematografico e per la Miramax, una casa non da poco) che pretendeva prestazioni sessuali per far fare alla malcapitata un film, rapidamente è diventato un principio molto serio. Soprattutto da quando fu escluso quel delirio per cui bastava una semplice affermazione fatta da una donna “a me vent'anni fa quello lì mi toccò il culo” per subire disdoro e processi. Solo se ci fosse stata una denuncia penale, quella affermazione poteva avere anche conseguenze giuridiche. Ma detto questo, venendo all’oggi, dopo l’adunata degli Alpini a Rimini, che si deve pensare delle denunce rese ai giornali dalle donne della città romagnola di molestie subite dagli alpini? Perché diversamente dal caso Weinstein, le donne di Rimini delle molestie subite si sono lamentate subito, con la loro associazione ‘Non una di meno’.
 
Per carità: esiste un’infinita quanto nobile e ignobile casistica. Nobile? Eccola qua scritta da Guido Gozzano. Testualmente l'ode ‘Le golose’ di Guido Gozzano, che adorava guardare le signore che mangiavano paste nelle confetterie, recita così in un modo implicitamente (?) sessuale: “Un'altra, con bell'arte, sugge la punta estrema: invano! ché la crema esce dall'altra parte! L'una, senz'abbadare a giovine che adocchi, divora in pace. Gli occhi altra solleva, e pare sugga, in supremo annunzio, non crema e cioccolatte, ma superliquefatte parole del D'Annunzio”. Ma la cultura pop, e quella che riguarda gli alpini lo è, può nascondere gaffe terribili. Chi non ricorda la canzone “…la mula de Parenzo l’ha messo su bottega, di tutto la vendeva meno che il baccalà…” indovinate che vendeva? Quando qualcuno cominciò a canticchiarla a una cena per rallegrare una signora cupa, quel qualcuno si sentì presto un po' imbarazzato. Solo dopo ne capi il perché. Parenzo è una ridente cittadina della Croazia. Ma questa del “me too” spazi all’ironia non ne concede: e se qualche alpino ha toccato il sedere di qualche romagnola, costei fa bene a denunciarlo ai giornali. E Elly Schleyn vicepresidente della regione, e il ministro della difesa Guerrini fanno benissimo a prendere queste parole molto sul serio. Sarà mica il caso di dire, senza offesa per il generale Figliuolo, giù le penne?
 
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