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E Fedez “scese in campo”, come Berlusconi

Il rapper ha inscenato un finto ingresso in politica per promuovere il nuovo disco

L'Irriverente 18/11/2021

E Fedez “scese in campo”, come Berlusconi E Fedez “scese in campo”, come Berlusconi L’avrà anche fatto per piazzare più copie (o download) del suo nuovo disco “Disumani”, ma non si può non apprezzare con un sorriso l’ironia di Fedez che prima ha registrato il dominio internet www.fedezelezioni2023.it e poi ha interpretato un “messaggio alla nazione” per annunciare la sua discesa in campo, che fa il verso al famoso video di Berlusconi del 1994. Ovviamente molti giornali hanno abboccato e si sono affrettati a commentare l’intenzione del rapper marito di Chiara Ferragni (che ha più volte polemizzato con i leader di centrodestra, da ultimo per la bocciatura del ddl Zan) di “entrare in politica“. Qualcuno, più zelante degli altri, si è persino spinto a invocare norme per evitare che gli “influencer“ e i divi che hanno milioni di follower (Fedez ne ha 13 milioni, la Ferragni 25) travasino in politica la loro popolarità. Ma, a parte il fatto che nessuno obbliga i follower a seguire in rete né Fedez né Ferragni, bisognerebbe chiedersi come e dove dovrebbe nascere la popolarità politica.
 
Prima erano i grandi partiti di massa a selezionare i politici attraverso cursus honorum che da sezioni, sindacato o parrocchie arrivavano ai Comuni e poi al Parlamento e al governo. Ma oggi? Chi dovrebbe fare la selezione politica? Berlusconi ha travasato in politica la propria immensa popolarità di costruttore e patron del Milan: in un sondaggio sugli alunni delle scuole elementari milanesi di fine anni Ottanta, l’ex Cavaliere era il personaggio più famoso tra i ragazzini, insieme a Gesù. Grillo ha innaffiato il M5S con la sua popolarità di comico “eretico” cacciato dalla Rai per aver “offeso” Craxi. E non sempre la popolarità del palcoscenico assicura successo alle urne: Pippo Franco, popolarissimo protagonista del Bagaglino, alle comunali romane ha preso 37 misere preferenze nella lista Michetti. La popolarità, per garantire successo in politica, deve saper intercettare un bisogno degli elettori, come hanno fatto sia Berlusconi, sia Grillo. Se domani toccherà a Fedez, noi non ci scandalizzeremmo.
 
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