Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Dilaga l'onda di centrosinistra

Coi risultati di Roma e Torino, Pd e alleati vincono 5 a 0 sul centrodestra nelle grandi città

Paolo Mazzanti 18/10/2021

Dilaga l'onda di centrosinistra Dilaga l'onda di centrosinistra L’onda di centrosinistra esce rafforzata dal ballottaggio: nelle grandi città vince 5 a 0 sul centrodestra con le affermazioni di oggi di Gualtieri a Roma e Lo Russo a Torino, che seguono i trionfi di Sala a Milano, Manfredi a Napoli e Lepore a Bologna al primo turno,  invertendo il pronostico originario di Salvini, che aveva previsto un 5 a 0 per il suo schieramento, il che la dice lunga sulla capacità del Capitano leghista di capire il sentimento degli elettori. Il centrosinistra prevale anche nella maggioranza degli altri 14 capoluoghi di provincia. La batosta del centrodestra, che secondo le proiezioni deve contentarsi di aver mantenuto Trieste per un soffio, non potrà restare senza conseguenze nei rapporti interni: Salvini e Meloni, che non hanno voluto candidarsi a Milano e Roma, hanno sbagliato clamorosamente i candidati, a cominciare da Michetti a Roma e Bernardo a Milano. La dura sconfitta del M5S potrà avere poi qualche effetto sulla leadership di Conte, insidiata dal radicalismo di Di Battista. I vincitori, a cominciare dal segretario del Pd Letta, non dovrebbero però fare l’errore di proiettare sulle politiche i dati delle comunali. L’altissima astensione, che tradizionalmente colpisce più la destra della sinistra (e ha ispirato al vignettista del Corriere Giannelli una revisione dell’acronimo di Roma SPQR, Sono Pochi Questi Romani, alle urne), non consente facili ottimismi. Alle politiche sarà tutta un’altra storia.
Va poi ricordato che al secondo turno è normale un calo dell’affluenza, se non altro perché manca il traino dei candidati: a Roma al primo turno erano oltre 1.800, al secondo solo 4, 2 candidati sindaci e 2 candidati presidenti di municipio. Converrebbe quindi riflettere se non sia il caso di abolire il secondo turno e applicare ai Comuni il sistema elettorale delle Regioni, dove viene eletto al primo turno il candidato presidente che prende più voti. Secondo un sondaggio, il 47% dei cittadini ritiene che votare sia inutile perché le decisioni rilevanti vengono prese altrove. C’è del vero: i vincoli esterni, a cominciare da quelli finanziari (specie in un Paese superindebitato come il nostro), fanno sembrare la politica impotente. E questo spiega in buona parte la disaffezione dei cittadini. E richiede un maggiore impegno da parte di tutti i politici.
Altre sull'argomento
Si restringe il “campo largo” di Letta
Si restringe il “campo largo” di Letta
Gli elettori non sembrano gradire un'alleanza da Renzi a Conte, che ...
Lettera a Gualtieri
Lettera a Gualtieri
La Roma della necessità e quella della grandezza
La fatica di salvare il mondo
La fatica di salvare il mondo
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
La pulizia straordinaria di Roma e l'Ama
La pulizia straordinaria di Roma e l'Ama
Non vanno premiati i dipendenti della municipalizzata, va messo ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.