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Draghi ha vinto la battaglia del green pass

Non c'è stata la temuta apocalisse nei porti e nelle fabbriche

Paolo Mazzanti 15/10/2021

Draghi ha vinto la battaglia del green pass Draghi ha vinto la battaglia del green pass Draghi ha vinto: la sua linea della ragionevole fermezza sul green pass ha pagato. Non c'è stata l'apocalisse nei luoghi di lavoro. Anche le situazioni più delicate, quelle dei portuali e degli autotrasportatori, non hanno generato il caos. Persino a Trieste, epicentro della protesta, dove ieri si prospettava il blocco del porto e una manifestazione da decine di migliaia di persone, il porto è rimasto aperto (solo un varco è stato chiuso) e i manifestanti sono stati qualche centinaio e non hanno impedito l'accesso ai colleghi che volevano lavorare e hanno respinto i militanti di Forza Nuova e CasaPound che volevano infiltrarsi. Anche a Genova ci sono stati disagi con contrasti tra portuali che bloccavano alcuni varchi e gli autotrasportatori che volevano entrare, ma sono rimasti sotto controllo. I Tir hanno continuato a viaggiare, caricare e scaricare le merci e non si sono segnalati saignificativi problemi di approvvigionamento nelle aziende. Per contro, negli ultimi giorni sono aumentati vaccini e richieste di green pass, i contagi diminuiscono (mentre in Gran Bretagna e Russia stanno esplodendo) e il New York Times loda la "linea audace" del nostro governo, che sta contenendo il Covid con all'utilizzo massiccio del green pass. Salvini è rimasto solo a chiedere i tamponi gratuiti per i non vaccinati (neppure il sindacato li chiede più) perché l'85% dei cittadini che si sono vaccinati non tollererebbero il "regalo" a spese di tutti ai fanatici non vax. Domani c'è la manifestazione antifascista di piazza San Giovanni a Roma dopo l'aggressione di Forza Nuova alla Cgil.  Un'altra giornata delicata per l'ordine pubblico. C'è vigilanza, ma non allarme.  
 
“L’Europa ha bisogno di un’Italia forte” ha detto il presidente tedesco Steinmeier accogliendo qualche giorno fa a Berlino Mattarella. Anche se ci sono molte forze palesi e occulte, interne e anche internazionali, che non vorrebbero un'Italia forte nella delicata transizione europea del dopo-Merkel, pare che gli italiani non siano disposti a lasciarsi trascinare in nuove avventure o in nuove "strategie della tensione", che metterebbero a rischio la ripresa. Draghi ha detto che "bisogna proteggere la crescita" e sembra interpretare bene il sentimento della stragrande maggioranza di noi cittadini. 
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